Ucraina. L'esercito assalta Lugansk e un giornalista viene uccisoTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Ucraina. L’esercito assalta Lugansk e un giornalista viene ucciso

L’Ucraina non fa più notizia ma nell’Est si continua a morire di pari passo con l’avanzata dell’esercito di Kiev. Mentre l’Occidente accusa a senso unico la Russia e i filorussi di ogni violenza, l’esercito ha ucciso oltre trenta persone a colpi di artiglieria vicino a Lugansk e un giornalista anti-Majdan è stato ritrovato morto. 

Si chiamava Serghei Dolgov il giornalista di Mariupol che è stato ritrovato morto nei pressi di Dnipropetrovsk, in Ucraina centrale. A renderlo noto su Facebook il co-presidente dell’organizzazione separatista del Fronte Popolare di Novorossia, ma la morte di un giornalista filorusso e comunista non può commuovere l’Europa e gli Stati Uniti che hanno invece scelto di investire sui nazionalisti neonazisti e neofascisti. Dolgov era  il direttore del giornale ‘Khaciu’ v Sssr’ (Voglio tornare all’Urss) e raccoglieva informazioni sulle violazioni dei diritti umani delle forze ucraine nel conflitto nell’est del Paese, ma evidentemente la sua morte lascia indifferenti gli organi di stampa “democratici”. Intanto la guerra vera continua senza soste con le forze di Kiev che hanno usato l’artiglieria domenica pomeriggio nel villaggio di Aleksandrovka uccidendo una trentina di persone. Sempre nelle scorse ore l’esercito ucraino è riuscito a penetrare nell’aeroporto di Lugansk al termine di duri combattimenti, questo mentre il numero di civili in fuga verso la Russia che hanno chiesto lo status di rifugiati  è aumentato a 30.000 persone. Come se non bastasse nelle scorse ore una granata lanciata dai soldati ucraini ha colpito un uomo oltre il confine russo per quella che è stata interpretata come una vera provocazione da Mosca. La sensazione è che Kiev stia quasi cercando un casus belli per convincere la Russia ad intervenire e incolparla dell’insuccesso nel riuscire a far fronte a una situazione che ormai è diventata drammatica.

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Un commento

  1. bhe insomma…. fermo restando l’enorme dolore e la vicinanza al lutto dei civili innocenti, pare che le cose non stiano andando così male… anzi.
    Qualcosa nell’offensiva dei nazisti è andata male e dopo uno slancio iniziale, pare che le truppe fasciste stiano facendo una monumentale raccolta di sberle.
    La qual cosa dapprima li ha fermati e adesso li sta addirittura costringendo a ripiegare, lasciandosi dietro interi reparti isolati e sottoposti al fuoco dei compagni.
    Più che la battaglia finale questo assalto della giunta ricorda di più l’ultimo, disperato e sanguinario colpo di coda che le truppe del terzo reich tentarono con la cosiddetta offensiva delle ardenne.
    Che la giunta avesse fretta di finire la guerra prima della fine dell’estate era evidente anche ai più sprovveduti, per ovvi motivi.
    Tutta l’operazione quindi è stata messa su in fretta, senza coordinamento e con il solo pungolo della disperazione a muovere i generali della giunta.
    C’è da sperare che questo muro difensivo su cui i fascisti hanno sprecato una consistente quantità di risorse, come nel caso delle ardenne, possa servire ad accellerare l’implosione della macchina bellica di Kiev e il collasso delle istituzioni golpiste.
    di seguito riporto la situazione militare aggiornata ad oggi:
    Fonti : fronte sud – ucraina antifascista – forum italia/rossija.

    Un riepilogo della situazione militare nei territori di Donetsk e Lugansk.

    Area 1. Lugansk. L’esercito della giunta ieri da nord si è spostato verso sud ma è dovuto tornare alla vecchia posizione.

    Area 2, Donetsk. Qui la situazione è di stallo – la giunta sta cercando di attaccare da ovest verso est, ma c’è una potente linea di difesa, l’attacco non funziona.

    Area 3. La giunta ha cercato di prendere il controllo del confine con la Russia e come si vede dalla mappa, le truppe si sono spinte molto avanti. Poi gli è stata tagliata la strada, sono stati circondati e cercano di ritirarsi ma vengono decimate dalle milizie.

    Evidentemente mancando ormai il supporto aereo, peraltro specializzato nei bombardamenti sulle abitazioni e sulle strutture civili, le truppe fasciste non riescono a sfondare e sono costrette a indietreggiare praticamente su tutta la linea.

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