Ucraina. L'esercito viola il cessate il fuocoTribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Ucraina. L’esercito viola il cessate il fuoco

I ribelli separatisti dell’Est dell’Ucraina hanno accusato l’esercito di Kiev di aver violato il cessate il fuoco firmato tra le due parti venerdì in quel di Minsk. Ora il rischio è quello di una nuova escalation.

Ieri in molti avevano esultato alla notizia che Petro Poroschenko e Vladimir Putin avevano firmato a Minsk un cessate il fuoco che sarebbe entrato in vigore dalle 17,00 ora italiana di ieri. Si è trattato di un accordo che ha lasciato pensare a molti che si potesse finalmente superare l’escalation bellica in Ucraina dell’Est, dopo che la recente controffensiva dei ribelli separatisti ha duramente sconfitto l’esercito di Kiev, costringendolo a ritirarsi. Peccato che un membro del Parlamento dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk ha riferito che unità ucraine hanno lanciato diversi missili verso le postazioni ribelli dopo l’entrata in vigore della tregua. Di conseguenza i separatisti hanno annunciato di continuare a combattere per battersi per l’indipendenza. La tregua firmata ieri quindi scricchiola, e soprattutto nessuno in Occidente prende in considerazione l’eventualità che Kiev non stia rispettando gli accordi presi. A questo proposito proprio il presidente Poroschenko ha anticipato di essere pronto a concedere un non meglio precisato decentramento economico e linguistico all’Ucraina dell’Est. Del resto proprio il ministro degli Esteri russo, Lavrov ha accusato direttamente la Nato di aver utilizzato la crisi ucraina solo come pretesto “per attuare piani concepiti da tempo“.  L’accordo raggiunto a Minsk prevede una dozzina di punti, tra cui alcuni già stabiliti: il cessate il fuoco da oggi, un non meglio precisato e ancora controverso ritiro di truppe e mezzi pesanti, l’accesso ai convogli umanitari e lo scambio di prigionieri, che comincerà nei prossimi giorni (i ribelli sostengono di averne oltre mille contro i 200 di Kiev). A poche ore dall’inizio della tregua però le autorità separatiste hanno accusato direttamente l’esercito ucraino di averla violata deliberatamente con buona pace delle parole di Poroschenko che aveva dichiarato: “Ormai è nostra responsabilità comune far durare il cessate il fuoco a lungo“.  Proprio i separatisti, che negli ultimi giorni hanno sconfitto l’esercito su larga scala puntando su Mariupol, hanno già detto che pur accettando il cessate il fuoco non intendono rinunciare all’idea delle secessione della Novorossja. In tutto questo l’Occidente continua a porsi con Mosca come se fosse seduto dalla parte giusta, questo nonostante giungano voci di atrocità e violazioni dei diritti umani perpetrati dall’esercito di Kiev nel tentativo di reprimere una rivolta, quella dell’Ucraina dell’Est, che non viene riconosciuta come tale. Invece ai tempi del Majdan proprio la rivolta degli ucraini dell’ovest aveva commosso l’Europa..

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