Ucraina. Manca sempre meno alle elezioni "farsa"Tribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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Ucraina. Manca sempre meno alle elezioni “farsa”

Si avvicinano le elezioni presidenziali ucraine in un clima di tensione altissima. La campagna elettorale si svolge tra paure e violenze con molti dei candidati presidenziali che hanno ritirato le loro candidature a causa del clima di tensione e delle continue aggressioni perpetrate dalle bande neofasciste di Kiev. 

Le elezioni si avvicinano in Ucraina, e tutto il mondo inevitabilmente guarderà proprio a Kiev per capire se finalmente arriverà un pò di pace. Le elezioni, sulla carta, dovrebbero porre fine a questo periodo di incertezze, con una Giunta installatisi a Kiev completamente destituita di ogni fondamento e che vede la partecipazione al governo di ministri di estrema destra che sono arrivati anche a riconoscere le bande nazionaliste autrici di continue violenze e intimidazioni ai danni degli avversari politici. Ne sanno qualcosa i comunisti ucraini che da novembre hanno subito aggressioni, rapimenti e violenze senza che nessuno nell’opinione pubblica internazionale abbia mai sottolineato quanto stava succedendo in Ucraina, con aperte violazioni dei diritti umani e politici dei cittadini. Non a caso P. Simonenko, leader dei Comunisti Ucraini, ha ritirato la candidatura alle presidenziali dopo aver subito un assalto con bombe molotov, questo a far capire il clima con il quale si stanno preparando nuove elezioni. Dal conto suo Kiev invece vorrebbe utilizzare le elezioni per mostrarsi al mondo come Stato sovrano, e poco importa se Yanukovich è stato cacciato con un vero e proprio golpe di piazza, con tanto di cecchini che hanno sparato sulla folla e che sarebbero stati assoldati dagli stessi manifestanti del Majdan.  Quasi certamente la vittoria andrà al magnate Petro Porochenko, miliardario e oligarca tra i primi finanziatori del Majdan e colosso nel settore del cioccolato.  Yulia Timoshenko sembra invece aver fallito il tentativo di riconquistare la fiducia dei cittadini e resta indietro del 20%. Il vero interrogativo è se nell’Ucraina dell’Est i cittadini si recheranno o meno alle urne, fatto questo non scontato e per cui Kiev ha deciso di mobilitare ben 55.000 agenti.  Intanto però l’arresto di giornalisti e addetti stampa da parte dei servizi ucraini sta destando parecchi interrogativi in vista delle elezioni. Londra ha recentemente confermato  il fermo da parte dei servizi di sicurezza ucraini di un giornalista freelance britannico che lavorava per Russia Today. Si tratta di Graham Phillips, 35 enne arrestato a Mariupol e trasferito a Kiev. Le autorità russe però chiedono anche il rilascio di altri due giornalisti di Lifenews, arrestati a Kramatorsk con l’accusa di terrorismo. Il Presidente russo Vladimir Putin parla di accuse insensate, mentre il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha chiesto l’intervento dell’OSCE. Una cosa è certa, in questa situazione sarà pressochè impensabile assistere ad elezioni regolari, ancor più che in Ucraina occidentale le bande di neonazisti continuano de facto a colpire e intimidire chiunque si opponga al nuovo corso del Majdan.

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