Ucraina. Mosca apre al dialogo ma avvisa: "A Kiev nazionalisti radicali hanno preso il potere"Tribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Ucraina. Mosca apre al dialogo ma avvisa: “A Kiev nazionalisti radicali hanno preso il potere”

Ucraina. Mosca apre al dialogo ma avvisa: “A Kiev nazionalisti radicali hanno preso il potere”

Mentre  la crisi in Ucraina continua con rinnovati scenari di guerra fredda, il ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov, ha aperto al dialogo onesto sull’Ucraina ma ha ammonito: “il governo ucraino dipende dai nazionalisti radicali che hanno preso il potere con un attacco armato”. 

La Russia apre al dialogo, è la notizia del giorno e infatti quasi tutti i quotidiani riportano la notizia tra le prime pagine. Eppure gli stessi quotidiano hanno preferito tacere sull’intercettazione tra Catherine Ashton per l’Ue e il ministro degli Esteri estone, nella quale si accusavano proprio i manifestanti estremisti di Kiev di aver contattato i cecchini per sparare sulla folla. Questione di priorità evidentemente. Comunque mentre la crisi in Ucraina continua a far aumentare la temperatura, il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha voluto aprire al dialogo, dicendosi disponibile a un dialogo onesto e alla pari con gli altri paesi in merito alla questione Ucraina. “Siamo aperti a un dialogo onesto, da pari a pari e obiettivo, con i nostri partner stranieri per trovare il modo di aiutare l’Ucraina a uscire dalla crisi“, ha commentato Lavrov come riportato da Skynews. Peccato che a Kiev non vi sia un governo “normale” e democratico come l’Occidente vorrebbe far credere. Il ministro degli Esteri ha voluto puntualizzare il concetto sostenendo che l’attuale governo di Kiev “non è indipendente; con nostro grande rincrescimento,dipende dai nazionalisti radicali che hanno preso il potere con un attacco armato“. 

Giusto ieri proprio Mosca aveva detto di auspicarsi che non ritorno la guerra fredda, anche se è ovvio che al Cremlino nessuno intende abbassare la guardia nè tantomeno arrendersi alla retorica aggressiva degli Stati Uniti. Mosca è quindi pronta a sfidare l’Occidente e le sanzioni decise ai suoi danni, e ha deriso gli appelli europei a trattare con Kiev con la mediazione di poteri occidentali. Eh sì perchè il 21 febbraio le forze che oggi l’Occidente riconosce come legittime a Kiev sono le stesse che non hanno rispettato l’accordo con Yanukovich, che rimane quindi il presidente legittimo. E proprio l’Occidente, non sapendo che pesci pigliare, ha deciso di rilanciare, e quindi le delegazioni governative di Usa, Gran Bretagna, Italia, Norvegia, Francia, e Finlandia hanno boicottato le Paralimpiadi di Sochi. Peccato che Mosca però non sia sola dal momento che Pechino si è strettamente avvicinata al Cremlino con il quale condivide la posizione sulla vicenda Ucraina. Il Cremlino dispone inoltre di un’arma importante, quella energetica, con la quale vorrebbe vendicarsi di quanto successo a Kiev sia con l’Ucraina che con l’Ue. La Gazprom ha infatti annunciato di voler tagliare le forniture di gas a Kiev se nons alderà il suo debito di 1,8 miliardi di dollari.

 

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