Ucraina. Mosca e Kiev vanno verso la guerraTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Ucraina. Mosca e Kiev vanno verso la guerra

Dopo che Vladimir Putin nella giornata di ieri ha chiesto al Senato il permesso per un intervento militare in Ucraina a difesa dei cittadini russi, ora anche Kiev ha annunciato di chiamare i riservisti, preparandosi così a un conflitto armato forte dell’appoggio totale dato da Ue e degli Stati Uniti.

Niente da fare, il concetto passato sull’Ucraina è che il fatto stesso che gli ucraini siano scesi in piazza per l’Ue rende in poche parole come “buone” ogni loro rivendicazione, come se i neonazisti del Right Sektor o i neofascisti di Svoboda avessero in realtà qualche valore in comune con quelli che dovrebbero sulla carta ispirare la “democratica” Unione Europea. Così mentre tutta l’Ucraina dell’Est insorge, con adunate filorusse e antifasciste da Donetsk fino a Kharkiv, i media occidentali preferiscono mettere in secondo piano tutto questo, continuando a martellare sulla presenza di militari russi in Crimea, elemento questo che viene utilizzato ancora una volta per screditare Mosca ed esaltare il governo provvisorio e del tutto illegale secondo il diritto internazionale, impostosi a Kiev. Così si parla di “invasione pianificata” tacendo che in tutta l’Ucraina dell’Est i manifestanti hanno assaltato i municipi esponendo la bandiera russa, in  modo per certi versi analogo a quanto fatto nell’Ucraina occidentale dai neonazisti,  che però venivano accolti con calore ed empatia dai media nostrani.

Così mentre Putin e Obama giocano alla guerra e si sentono al telefono per minacciarsi a vicenda e provare a disinnescare la crisi, nella realtà Washington finge soltanto di voler badare all’integrità dell’Ucraina e nella realtà semplicemente mente all’opinione pubblica, così come ha mentito quando si parlava di Siria. Gli Stati Uniti si fingono arbitro super partes, ma in Ucraina in realtà hanno finanziato e foraggiato attivamente proprio quei movimenti di piazza che sono poi serviti a creare quel clima di violenza e guerra civile che ha portato alla deposizione di Yanukovich, che, ricordiamo, è stato eletto in libere elezioni nemmeno due anni fa. La situazione però ora potrebbe anche precipitare dal momento che Mosca, a differenza della Casa Bianca, non riesce a fare finta di niente di fronte ai nazionalisti ucraini che sfilano per le strade con croci celtiche e ritratti di Bandera, l’eroe collaborazionista della Seconda Guerra Mondiale che costruì e guidò le SS ucraine, non proprio un presidio di libertà e tolleranza. Mosca ha infatti parlato apertamente di Kiev in balìa di bande neonaziste, ma questa constatazione viene semplicemente ignorata da Ue e Usa, che preferiscono invece accusare la Russia di avere mire espansionistiche, ignorando bellamente tutto questo.

In tutto ciò Kiev, forte dell’appoggio dell’Occidente, ha richiamato i riservisti e hanno annunciato di essere pronti a rispondere colpo su colpo all’invasione russa. l’Ucraina accusa proprio Mosca di aver violato gli accordi bilaterali riguardanti la flotta del Mar Nero di Sebastopoli. La tensione dunque aumenta in modo parossistico, con il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov che ha precisato che Putin non avrebbe ancora preso a riguardo una decisione definitiva. Si torna dunque nello spettro della guerra fredda, con il governo di Kiev che, a questo punto, è disposto persino a giocare ad alzare la tensione con Mosca, forte dell’appoggio dell’Occidente. Obama infatti ha condannato senza tentennamenti l’intervento armato russo in Crimea parlando di “violazione del diritto internazionale”, tutto questo mentre Putin ha sottolineato di avere il diritto di proteggere i propri interessi in Ucraina, lo stesso diritto in nome del quale gli Stati Uniti hanno deliberatamente ingerito negli affari interni di tutto il Sudamerica e non solo. 

 Del resto il leader del Cremlino ha detto di aver chiesto l’autorizzazione all’intervento militare solo per “normalizzare la situazione socio-politica” in Ucraina che, a suo avviso minaccerebbe la vita dei cittadini russi e “dell’organico del contingente militare delle forze armate della Russia dislocato in conformità ad un accordo internazionale in territorio ucraino“. Non solo, sempre secondo Mosca sarebbero già 143.000 i cittadini ucraini che si sarebbero rifugiati in Russia per “salvarsi dall’oltranzismo dei radicali che hanno preso il potere a Kiev“. Gli stessi radicali su cui il mondo occidentale tace in modo vergognoso, fingendo bellamente che in realtà i neofascisti, già macchiatisi di gravi violenze, semplicemente non esistano. Addirittura allucinante poi la distorsione operata dai media, con Repubblica che riporta come il nuovo premier ucraino Turcinov accusi il Parlamento di Crimea di essere illegittimo in quanto occupato da filorussi armati, tutto questo ignorando che lui stesso è stato eletto da una Rada occupata dalle bande di neofascisti con fucili e passamontagna. Insomma ora resta aperta ogni soluzione, e visto che a Kiev si trovano personaggi che non vogliono la pace, purtroppo non si può nemmeno escludere l’escalation bellica.

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