Ucraina. Mosca lancia l'appello: "Kiev fermi la guerra contro il suo popolo"Tribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Ucraina. Mosca lancia l’appello: “Kiev fermi la guerra contro il suo popolo”

L’inviato russo alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha chiesto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di fare pressioni su Kiev affinchè la smettano di fare guerra ai loro stessi cittadini nel Sud-Est dell’Ucraina. Appelli analoghi venivano fatti dall’Occidente quando in piazza, a Kiev, c’erano i manifestanti dell’ “EuroMajdan”.

Vitlay Churkin si è fatto sentire presso le Nazioni Unite mentre la situazione in Ucraina diventa giorno dopo giorno sempre più drammatica. Ad alzare la temperatura la rivolta dei cittadini dell’Est del Paese che non vogliono riconoscere la giunta che ha preso il potere a Kiev sull’onda di scontri di piazza monopolizzati dall’estrema destra e appoggiati dall’Occidente. Ora sono proprio gli Stati Uniti ad appoggiare la giunta di Kiev e a lamentarsi di presunte ingerenze della Russia nell’Ucraina dell’Est, come a dire che chiedono il diritto di essere gli unici a ingerire negli affari interni di paesi sovrani. Churkin al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti ha chiesto che Kiev fermi la guerra contro i suoi stessi cittadini nel Sud-Est del Paese: “La comunità internazionale deve chiedere al Maidan di fermare la guerra contro il suo stesso popolo“. Churkin ha evidenziato come a Kiev abbiano preso il potere forze scioviniste, russofobiche, radicalizzate e antisemite e ha sottolineato come tutti questi aspetti vengano sottovalutati dalla comunità internazionale. Non solo, Churkin ha anche evidenziato come la russofobia sia diventata ormai realtà al punto che il Parlamento ucraino vorrebbe risolvere il problema delle proteste con leggi draconiane tese ad arrestare i manifestanti per “terrorismo”.

Insomma l’Occidente e Kiev accusano la Russia delle stesse cose si cui si sono rese responsabili a febbraio nella capitale ucraina, quando il governo Usa difendeva i manifestanti del Majdan e ammoniva il governo dall’utilizzare la repressione contro di loro. Ora invece la stessa repressione viene quasi invocata perchè a protestare non sono più “giovani vogliosi di Europa” magari di estrema destra, ma manifestanti pro-Mosca. Per diversi mesi infatti manifestanti di estrema destra hanno causato violenze gravissime in piazza senza che nessuno della comunità internazionale prendesse posizione contro di loro anche quando in prima fila si trovavano manifestanti neonazisti. Non solo, Churkin ha anche ricordato come gli accordi del 21 febbraio sul futuro dell’Ucraina siano stati bellamente ignorati. Ma gli Usa, incredibilmente, sono a tal punto impregnati dal “doppio standard” nel giudicare la politica internazionale da non vedere tutte queste contraddizioni. E infatti mentre si accusa Mosca di ingerenze non si vede che il governo a Kiev si è autoimposto e autoproclamato come tale e di conseguenza anche le repressioni da esso ordinate sarebbero di dubbia giustificazione.

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