Ucraina. Mosca respinge l'ultimatum di Poroschenko e la tensione cresce al confineTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Ucraina. Mosca respinge l’ultimatum di Poroschenko e la tensione cresce al confine

Continuano ad arrivare notizie non positive dall’Ucraina. Il presidente ucraino Poroschenko ha presentato il suo piano di pace per l’Est dell’Ucraina con una proposta in 14 punti che però a Mosca ha avuto il sapore dell’ultimatum. E intanto Kiev continua le provocazioni antirusse al confine, forse per costringere il Cremlino a intervenire? 

Petro Poroschenko, il neo presidente dell’Ucraina eletto nelle contese e complicate elezioni di Kiev, ha proposto il suo progetto in 14 punti per riportare la pace nel Paese. Peccato che le sue non siano state proposte razionali tese a disinnescare il clima di violenza e tensione che si respira nell’Est dell’Ucraina bensì dei veri e propri punti che suonano più come ultimatum che come proposta. Poroschenko ha proposto un corridoio per i mercenari russi che vogliono lasciare il Paese, il disarmo di tutte le milizie ribelli, il decentramento dei poteri e alcune norme generiche di protezione della lingua russa. Non solo, il neoeletto, tra le polemiche, presidente ucraino ha anche presentato un piano per la creazione di una zona cuscinetto di dieci chilometri al confine russo ed elezioni locali e parlamentari anticipate. Tutte proposte che suonano però più come ultimatum che come richiesta di dialogo e compromesso.  Quello di Poroshenko“, fanno sapere dal Cremlino, “non è un’offerta di pace, ma un ultimatum”. E se con una mano Kiev invita alla pace, con l’altra sempre Kiev continua ormai in modo grave e incessante a provocare la Russia, come se si sperasse di far saltare il banco provocando un attacco da parte russa. E infatti proprio il Cremlino a seguito di alcuni incidenti provocati da Kiev al confine ha accusato: Un nostro checkpoint alla frontiera è stato attaccato, Kiev ci deve delle spiegazioni“. Non solo Washington non ha preso le distanze dall’operato ucraino, ma Kiev ha nuovamente accusato Mosca di aver ri-ammassato truppe al confine con l’Ucraina, il che equivale sostanzialmente ad avallare le provocazioni di Kiev a Mosca, col risultato che la guerra potrebbe scoppiare da un momento all’altro.  Intanto Poroschenko ha annunciato l’entrata in vigore di un cessate il fuoco unilaterale di una settimana nell’Est del Paese, questo teoricamente per offrire ai ribelli filorussi la possibilità di deporre le armi. Però sul campo si continua a combattere quotidianamente, basti pensare che nel villaggio di Yampil ben sette soldati ucraini sono rimasti uccisi nella notte  e altri trenta feriti nel corso di combattimenti con i filorussi. Secondo le stime dell’Onu attualmente sarebbero morte 356 persone tra cui 257 civili dall’inizio delle operazioni belliche di Kiev nell’Est. Chiaramente il tentativo di Kiev di sigillare il confine con la Russia ha aumentato il nervosismo al Cremlino con Putin che ha  convocato una riunione di emergenza con i membri permanenti del Consiglio di sicurezza della Russia. Poche ore dopo Mosca ha annunciato un test a sorpresa per verificare l’operatività dell’esercito nel distretto militare centrale, vicino ai confini con l’Ucraina. Insomma la sensazione è che Kiev e gli Stati Uniti stiano giocando un gioco pericoloso nel tentativo di destabilizzare la Russia e convincerla a fare mosse inconsulte. Un gioco pericoloso che la dice lunga sulla volontà di pace di Kiev e dell’Occidente.

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