Ucraina. Separatisti abbattono statua di Lenin a Kharkiv, e ora la tregua è a rischioTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Ucraina. Nazionalisti abbattono statua di Lenin a Kharkiv, e ora la tregua è a rischio

I nazionalisti ucraini si sono dati appuntamento a Kharkiv dove hanno indetto una manifestazione culminata con l’abbattimento della statua di Lenin. Si tratta dell’ennesimo gesto di violenza e di russofobia, non proprio il modo migliore per ragionare di pace. E intanto, mentre si attende vanamente una presa di posizione della comunità internazionale contro il nazionalismo aggressivo ucraino, i combattimenti sono ricominciati nell’Est. 

E’ un pò come se i nazionalisti ucraini che hanno preso il potere sull’onda del Majdan avessero una sorta di “lasciapassare” che gli permette di fare quello che vogliono impunemente. Proprio mentre si cerca di imbastire una pace difficile in Ucraina dell’Est infatti, i nazionalisti si sono radunati nella città nordorientale di Kharkiv concentrandosi all’interno della piazza principale in teoria a sostegno dell’unità del Paese. Peccato che il vero obiettivo fosse in realtà la statua di Vladimir Lenin,  una statua imponente alta una ventina di metri che era stata eretta dalle autorità sovietiche nel 1963. I manifestanti si sono dati appuntamento sotto la statua e l’hanno abbattuta impunemente, senza che le autorità facessero assolutamente niente per impedirlo. Anche una seconda statua di Lenin è stata poi abbattuta poche ore dopo a Dergaci, poco distante da Kharkiv, e il consigliere del ministro dell’Interno di Kiev, Anton Gherashenko, ha pensato bene di commentare su Facebook “Una vera festa“, a far capire quale sia la voglia di pacificazione del governo di Kiev.  Ma non si può certo biasimarli dal momento che l’Occidente continua a spronarli a fare letteralmente ciò che vogliono, continuando a legittimare il governo di Poroshenko largamente compromesso per aver bombardato la sua stessa gente in Ucraina dell’Est e per appoggiarsi a ministri dal passato chiaramente filonazista. Dopo la rivolta del Majdan sono state decine le statue del passato russo e sovietico barbaramente distrutte dalle bande neofasciste di Kiev e tutti questi blitz di nazionalisti radicali sono rimasti impuniti nonostante Mosca abbia più volte inutilmente protestato contro quelle che ha definito “azioni barbariche russofobe” che invece vengono quasi accettate dall’Occidente che finge di guardare da un’altra parte. Intanto la tregua in Ucraina dell’Est vacilla dopo che si sono verificati degli scontri a Donetsk, con l’artiglieria ucraina che ha ucciso cinque persone tra cui tre civili e i separatisti che hanno ucciso sette soldati di Kiev che procedevano a bordo di un mezzo blindato. La sensazione però è solo che il governo di Kiev abbia cercato il tempo necessario a riorganizzarsi dopo la dura sconfitta militare patita a fine agosto nel Donbass. La russofobia in Ucraina ormai è una realtà e viene sapientemente rinfocolata dalle decisioni del governo di Kiev che fa di tutto, ma proprio di tutto, per creare un clima di veleni con Mosca, L’abbattimento delle statue di Lenin poi sembra una palese provocazione, e siamo certi che qualche “democratico” avrà sorriso soddisfatto nel vedere le foto di questa barbarie.

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