Ucraina. Nessun accordo tra governo e opposizione, si va verso la resa dei contiTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Ucraina. Nessun accordo tra governo e opposizione, si va verso la resa dei conti

Ucraina. Nessun accordo tra governo e opposizione, si va verso la resa dei conti

L’incontro tra il presidente Yanukovich e l’opposizione ucraina avvenuto a pochi metri da piazza Maidan si è concluso con la decisione di Kiev di scarcerare 75 dimostranti arrestati negli scorsi giorni.  L’opposizione però rimane sul piede di guerra e si teme nelle prossime ore che possano divampare nuovamente violenti scontri.

Come mai i media mondiali presentino gli ucraini che combattono con la polizia sotto le barricate a Kiev resta un mistero. Tra loro ci sono sicuramente molti militanti di estrema destra appartenenti a Svoboda e al “Right Sector“, personaggi violenti che nulla hanno a che fare con il concetto stesso di democrazia. Appare veramente grottesco come le forze “democratiche” che vorrebbero l’ingresso in Europa dell’Ucraina per fuggire all’autocrazia presunta russa si appoggino a bande di neonazisti e neofascisti per ottenere i propri obiettivi. In ogni caso dopo giorni di scontri e i cinque morti di mercoledì, l’opposizione si è incontrata con il presidente Viktor Yanukovich e ha occupato il ministero dell’Agricoltura poco distante da piazza Maidan, il cuore della protesta. 

L’incontro si è concluso, sostanzialmente, con un nulla di fatto, con il governo e l’opposizione che sono riusciti solo a trovare un accordo sulla scarcerazione di 75  manifestanti dalle carceri di Kiev nei prossimi giorni. Si pensava forse che il governo facesse maggiori concessioni, ma l’opposizione capeggiata dall’ex pugile Vitali Klitschko si è detta visibilmente insoddisfatta e ha annunciato di voler continuare le proteste a oltranza. Da parte sua Yanukovich ha promesso martedì che nel Parlamento ucraino all’ordine del giorno sarà proprio l’eventualità delle dimissioni del governo, ma il presidente ucraino si è rifiutato di allontanare Mikola Azarov dall’incarico di primo ministro. Proprio Azarov ha respinto la possibilità di elezioni presidenziali anticipate, un’altra delle richieste lanciate mercoledì dall’opposizione.  E intanto le proteste, finora limitate solo a Kiev, iniziano a espandersi in tutto il Paese con i manifestanti filo-occidentali che hanno preso d’assalto i consigli regionali a Leopoli, Rivne, Ternopil, Khmelnytsky e Cherkassy (quest’ultimo poi riconquistato dalla polizia). E intanto l’Occidente continua a fare pressioni su Kiev, ignorando o volendo ignorare gli aspetti oscuri che ci sono nell’opposizione, ben diversa dalla massa di lottatori per la libertà che vorrebbe farci credere.

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