Ucraina. Non si ferma la guerra ai civiliTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Ucraina. Non si ferma la guerra ai civili

Nel silenzio assordante dei media continua la guerra nell’Ucraina dell’Est. Almeno otto civili sono morti nella notte a seguito di scontri al confine con la Russia, di cui cinque a Lugansk sotto i colpi dell’artiglieria. In tutto questo l’Europa e gli Usa non trovano di meglio che scaricare tutta la colpa sulla Russia di Putin, mentre Kiev, sempre più vicina al tracollo, cerca soldi per l’esercito.

Dei civili ucraini che muoiono sembra non interessare a nessuno, eppure ci ricordiamo molto bene i titoloni della stampa italiana ed occidentale in generale quando in piazza Majdan, a febbraio, giungevano notizie di manifestanti uccisi o feriti. Si chiama “Media War” e non vogliamo perdere tempo ancora una volta a ricordare come funziona, così come era funzionato in occasione della Libia e della Siria. Ci limitiamo a constatare come la banalità del male dei civili ucraini uccisi dall’esercito “democratico” di Kiev non riesca a smuovere la sensibilità degli scribacchini di casa nostra, che invece addossano semplicemente ogni male sulla Russia, il Moloch cattivo responsabile di ogni male nel mondo. Così Mosca viene accusata dell’abbattimento del Boeing senza prove, e allo stesso modo si accusa Mosca di ingerenze mentre analisti e soldati occidentali si trovano a Kiev sin da novembre, basti pensare alla visita del senatore McCain al Majdan. Ma veniamo all’ormai quasi consueto bilancio quotidiano di morti e feriti dal Donbass, la regione dell’Est insorta contro il governo di estrema destra e nazionalista di Kiev: almeno otto civili sono rimasti uccisi negli scontri della notte, cinque a Lugansk uccisi dall’artiglieri e altri tre a Donetsk..I filorussi accusano le truppe governative di schierare l’artiglieria contro le aree residenziali, e su internet circolano diversi video che mostrano l’utilizzo da parte dell’esercito di Kiev anche di bombe al fosforo e altre armi vietate, ma anche questo sembra non interessare i “democratici”. 

Intanto le operazioni militari di Kiev nel Donbass sembrano aver raggiunto una situazione di stallo con le forze di autodifesa filorusse che rispondono al fuoco e avrebbero causato diverse vittime nell’esercito ucraino. Proprio queste difficoltà aggravano la situazione precaria del governo di Kiev, al punto che il dimissionario premier Yatsenyuk ha chiesto al Parlamento di stanziare più fondi per sostenere la guerra. Si parla di 774 milioni di dollari solo per pagare le truppe in un momento in cui questi soldi servirebbero eccome per rilanciare l’economia, e forse ora molti cittadini ucraini inizieranno a capire in che guaio si sono cacciati. In tutto questo gli Usa preferiscono accusare la Russia e imporre sanzioni assieme all’Ue nei confronti di Mosca, l’ennesima mossa disperata di chi cerca di tirarsi fuori dal caos da se stessi provocato.

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