Ucraina. Nuovo cessate il fuoco a MinskTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Ucraina. Nuovo cessate il fuoco a Minsk

In quel di Minsk, in Bielorussia è stato siglato l’accordo di cessate il fuoco per la creazione di un’area demilitarizzata in Ucraina dell’Est. Potrebbe essere un primo passo verso una soluzione pacifica anche se a Donetsk la Repubblica Popolare ha denunciato continue violazioni del cessate il fuoco che hanno provocato la morte di diversi civili. 

Dopo mesi di guerra, quasi tremila morti e un gran numero di edifici e infrastrutture distrutti dai bombardamenti nell’Est dell’Ucraina forse si intravede una luce in fondo al tunnel anche se nessuno crede che possa essere una effettiva svolta della crisi. Nei giorni scorsi era stato siglato una sorta di cessate il fuoco dopo che l’esercito ucraino aveva subito una pesante disfatta in Ucraina dell’Est per mano delle milizie della Repubblica Popolare di Lugansk e Donetsk, anche se era stato continuamente violato. Ora a Minsk, la capitale della Bielorussi, è stato siglato un secondo accordo di cessate il fuoco che prevede anche la creazione di una zona demilitarizzata di trenta chilometri nella parte orientale del Paese. L’annuncio è stato dato dopo ore di fitti colloqui tra le delegazioni dell’Osce, di Mosca, di Kiev e dei separatisti del Donbass. In sostanza l’esercito di Kiev e i separatisti arretreranno di 15 chilometri l’artiglieria pesante da entrambi i lati del fronte, creando una zona cuscinetto. Mikhail Zurabov, ambasciatore russo a Kiev, ha partecipato ai negoziati e ha assicurato che il nuovo accordo di pace entrerà in vigore entro le prossime 24 ore. Nelle scorse ore il presidente ucraino Poroschenko, eletto in elezioni cui non ha preso parte l’Ucraina dell’Est, aveva proposto di assicurare uno status speciale alle regioni dell’Est e delle elezioni locali da tenersi a dicembre, oltre che una amnistia per i miliziani. Si aprono quindi spiragli ma niente di risolutivo dal momento che i battaglioni di miliziani di estrema destra collegati a Kiev, vedi il battaglione Azov, non sono stati disarmati e continuano a minacciare la pace. Non solo, nonostante la tregua Donetsk, capitale della Novorossja, è stata duramente bombardata dall’artiglieria di Kiev causando vittime tra i civili. Sabato 20 settembre si è verificata infatti una esplosione in una fabbrica di esplosivi della città, come riferito da Russia Today. Secondo molti difficilmente si potrà addivenire a una soluzione pacifica della crisi, almeno fin quando a Kiev troveranno spazio personaggi nazionalisti e di estrema destra che vogliono riconquistare militarmente l’Ucraina dell’Est.

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