Ucraina. Onori per il conquistatore nazista di Varsavia, DyachenkoTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Ucraina. Onori per il conquistatore nazista di Varsavia, Dyachenko

A confermare la notizia anche “Il Giornale”: A partire dall’anno prossimo Petro Dyachenko, capo delle truppe nazionalsocialiste incaricate di reprimere la Rivolta di Varsavia, verrà commemorato ufficialmente dalle istituzioni ucraine. L’ennesima prova di come a Kiev siano uscite allo scoperto forze di estrema destra e apertamente nazifasciste con la complicità dell’Occidente.

Il “grande nemico” è Vladimir Putin, un nemico talmente terribile evidentemente, avranno pensato a Washington e Bruxelles, che vale persino la pena di autorizzare il revisionismo sulla Seconda Guerra Mondiale e la rivalutazione di personaggi del Terzo Reich. Se pensate che stiamo esagerando basta leggere l’articolo pubblicato da “Il Giornale” che ha spiegato in modo puntuale e sbigottito come l’Ucraina stia per glorificare letteralmente con “pubblici onori” la figura di Petro Dyachenko, l’uomo che nel corso della Seconda Guerra Mondiale ha combattuto come volontario accanto ai nazisti. In particolare Dyachenko entrò nel 31esimo Schutzmannschafts Battalion diventandone comandante nel 1944. Si trattava delle truppe incaricate di entrare a Varsavia per reprimere nel sangue la Rivolta divampata nella capitale polacca. Grazie a questa “impresa” Dyachenko venne insignito della Croce di ferro direttamente dal tenente della Wehrmacht tedesca Willhelm Schmalz. Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro non fosse che, grazie all’iniziativa del presidente del parlamento ucraino, Grosyman, dall’anno prossimo Dyachenko verrà ricordato come un eroe, e il giorno della sua nascita, il 30 gennaio, verrà riconosciuto come giorno di commemorazione ufficiale. Tutto questo avviene nella totale complicità delle autorità dell’Occidente che non hanno speso una parola che sia una per prendere le distanze dalle forze nazionaliste e apertamente fasciste che si sono installate a Kiev. Anche il “Giornale” ha cominciato da un pò a rompere il silenzio sulla vicenda cominciando a parlare delle imprese di alcuni gruppi nazionalisti, vedi il Battaglione Azov, oppure di partiti come il Pravy Sektor che si richiamano apertamente al passato collaborazionista dell’Ucraina di Stepan Bandera, sterminatore di guerra che, come molti collaborazionisti delle Ss ucraini, finì dopo la guerra nei vari apparati segreti anticomunisti legati agli Stati Uniti e alla Nato. Basta fare un breve giro su internet per verificare con immagini, siti e articoli di giornale come la presenza di nazisti e fascisti nelle piazze di Kiev sia ampiamente documentata, così come sono documentati anche i legami con il revisionismo e le simpatie nazifasciste di molti dei “nuovi” politici ucraini che hanno preso il potere dopo il Maidan. In questo senso un quotidiano come “Il Giornale” che è quanto di più lontano ci sia dalle nostre posizioni in politica nazionale, incredibilmente in politica estera si rivela più antifascista, oggettivo e puntuale di altri quotidiani come “Repubblica” e “Corriere”. Come mai Barack Obama, la Merkel e soci non chiedono a Poroschenko di prendere le distanze dal nazismo e dal fascismo?

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