Ucraina. Ora anche l'Est scende in piazza e chiede l'autonomia da KievTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Ucraina. Ora anche l’Est scende in piazza e chiede l’autonomia da Kiev

Migliaia di persone sono scese in piazza domenica a Kharkov e in tutta l’Ucraina dell’Est per chiedere l’autonomia per otto regioni dell’est del Paese dopo quanto successo a Kiev e in Crimea. E’ sempre più difficile per l’Occidente tenere sotto controllo la situazione.

Quanto successo a Kiev, con gli scontri a fuoco, la destituzione illegale di Yanukovich, e così via, non poteva che avere delle ripercussioni sul futuro dell’Ucraina. E infatti il nuovo governo autoimpostosi a Kiev ha accelerato il processo, portando alla vicenda del referendum in Crimea e alla contrapposizione Usa-Russia. La situazione però ora non si è ancora calmata dal momento che è tutta l’Ucraina dell’Est a mobilitarsi per chiedere l’autonomia da Kiev, dove continua a rimanere in carica un governo che fa paura ai russofoni d’Ucraina, ancor più che la stessa Yulia Tymoschenko in una recente intercettazione divulgata dai media proponeva di utilizzare “le bombe atomiche” contro i cittadini russi d’Ucraina. Insomma a Kiev non sembra esserci un governo rappresentativo di tutti gli ucraini, anche quelli dell’Est, che si sentono forse a questo punto legittimamente discriminati. Quanto successo in Crimea però rappresenta per molti di loro una opportunità, motivo per cui migliaia di cittadini sono scesi in piazza nel centro di Kharkov, nell’Ucraina dell’Est, per chiedere l’autonomia di otto regioni dell’Ucraina.

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In Crimea, come in Ucraina dell’Est, quelli di piazza Maidan sono considerati i nuovi nazisti, e a dirla tutta ben poco hanno fatto per non avvalorare queste accuse, dando spazio alle bande paramilitari di estrema destra resesi protagoniste di intimidazioni e violenze negli ultimi mesi. Anche per questo motivo migliaia di cittadini a Kharkov hanno chiesto al consolato russo una petizione per chiedere a Mosca di aiutare a realizzare un giusto referendum sulla federalizzazione dell’Ucraina per dare l’autonomia alle regioni del Sud-Est del Paese. Non solo, migliaia di manifestanti si sono anche recati sotto il consolato polacco chiedendo ufficialmente lo stop alle interferenze occidentali negli affari interni di Kiev. Yuri Apukhtin, leader del Kharkov Civic Forum, è intervenuto di fronte alla folla: “Siamo tutti discendenti delle repubbliche di Odessa e del Donetsk-Krivoi Rog. Noi siamo sempre stati la base reale del nostro Paese. Noi chiamiamo le forze del Sud-Est dell’Ucraina a unirsi, a realizzare un consiglio di coordinamento e a formare un fronte unito contro i golpisti di Kiev. Noi vediamo il nostro posto nel Paese come una autonomia storicamente formata delle regioni del Sud-Est”. In futuro quindi le prossime azioni verranno coordinate con altri gruppi di manifestanti a Donetsk e a Lugansk. I manifestanti hanno anche chiesto a gran voce la scarcerazione dell’attivista Ignat Kromskoi, arrestato per aver organizzato “disordini di piazza” quando prese parte a una operazione per scacciare i radicali neofascisti dall’edificio della amministrazione regionale ai primi di marzo. Stando così le cose sarà difficile per chiunque governare l’Ucraina facendo finta di niente o peggio andando contro la parte Est del Paese.

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