Ucraina. Per il Cremlino l'Occidente "ha passato la linea"Tribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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Ucraina. Per il Cremlino l’Occidente “ha passato la linea”

Dopo che il ministro degli Esteri francese Fabius ha annunciato che la Russia è stata sospesa dal G8, Vladimir Putin ha accusato l’Occidente di aver “varcato la linea” e che quello accaduto a Kiev sarebbe un vero e proprio “colpo di Stato di forza estremiste, ultranazionaliste e antisemite”.

Venti di guerra sulla Crimea, venti che ovviamente l’Occidente addossa completamente al Cremlino, ignorando di affrontare il nodo della natura del potere installatosi a Kiev al posto del legittimo presidente Yanukovich che, seppur non esente da gravi critiche, era stato eletto in regolari elezioni democratiche. Dopo il referendum in Crimea, con tanto di bandiere russe e dell’Urss esposte dai manifestanti nelle piazze per festeggiare l’esito del “si” all’annessione della penisola a Mosca, l’Occidente non ha avuto altra scelta che dichiarare come illegale il referendum, quando nel caso del Kosovo invece lo avevano accettato senza troppi problemi. Da qui la risposta nevrastenica dell’Occidente, con le sanzioni contro il Cremlino e l’esclusione della Russia dal G8, con il ministro francese Fabius che ha annunciato che è stata sospesa la partecipazione della Russia al G8 di giugno. Dal conto suo il Cremlino rilancia le accuse all’Occidente, con Putin che lo ha accusato apertamente di aver “varcato la linea” e di essersi comportato in modo irresponsabile. Il presidente russo ne ha parlato davanti al parlamento russo e ha precisato che Ue e Stati Uniti sapevano bene che in Ucraina c’erano milioni di russi. Non solo, Putin ha anche ribadito che quello accaduto a Kiev e’ stato un “colpo di Stato” di “forze estremiste, ultranazionaliste e antisemite” e che le attuali autorita’ “non sono legittime“. Intanto il nuovo premier ucraino Arseniy Yatsenyuk, dopo che Kiev ha annunciato l’uccisione di un proprio soldato in un attacco armato in una base della Marina militare a Sinferopoli, ha annunciato che si è entrati nella fase bellica del conflitto, non certo frasi di pace, a differenza di quelle di Putin che ha detto che l’Ucraina continuerà a essere il “paese di tutti i popoli ma non sarà mai il paese dei banderisti (neofascisti)“.

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