Ucraina. Poroschenko e i metodi da SS: "Per ogni soldato a morte decine di ribelli"Tribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Ucraina. Poroschenko e i metodi da SS: “Per ogni soldato a morte decine di ribelli”

Con un messaggio Shock il presidente ucraino Poroschenko ha annunciato che per ciascuna morte di un militare ucraino i militanti filorussi pagheranno con decine o centinaia dei loro. Si tratta di rappresaglie in stile SS che ovviamente non hanno trovato alcuna presa di distanze da Usa e Ue. E intanto almeno 30 soldati sono stati uccisi dai miliziani nell’Est dell’Ucraina nelle ultime 48 ore. 

In Ucraina la guerra civile continua senza sosta anche se i media sembrano essere molto meno interessati da quando l’offensiva delle truppe di Kiev è entrata nel vivo seminando morte e distruzione in tutta l’Ucraina dell’Est. Di fronte ai bombardamenti, alle case dilaniate e ai civili uccisi, il mondo occidentale ha pensato bene di tacere imbarazzato, continuando ad addebitare ogni violenza solo ai filorussi e continuando a non affrontare il tema di neonazisti dichiarati che vengono riconosciuti dal nuovo Stato ucraino e utilizzati nella repressione. Da un lato ci sono cittadini autorganizzati che cercano di difendere il Donbass dall’avanzata dell’esercito, dall’altro un esercito che utilizza aviazione e artiglieria contro case, scuole e ospedali oltre che munizioni al fosforo bianco senza che nessuno prenda le distanze. Non solo, il nuovo presidente Poroschenko ormai nemmeno si nasconde più e imita direttamente le Ss di hitleriana memoria dichiarando che i militanti filorussi pagheranno per ciascuna morte di un militare ucraino con decine o centinaia dei loro, frasi agghiaccianti che diventano ancora più gravi in quanto pronunciate da colui che svolge il ruolo di presidente dell’Ucraina. In tutto questo Amnesty International ha fatto uscire un dossier delirante nel quale accusa sostanzialmente solo i filorussi di sequestri e violenze, questo mentre a febbraio nulla è stato detto quando le bande neonaziste uccidevano, sequestravano e torturavano dissidenti e oppositori politici. Intanto però i filorussi, che nell’ultima settimana sono ripiegati su Lugansk e Donetsk, non intendono arrendersi e hanno colpito duramente l’esercito di Kiev lanciando diversi missili Grad contro una divisione corazzata uccidendo almeno trenta soldati. I filorussi avrebbero anche abbattuto un aereo militare presso Perevalsk, vicino a Lugansk, anche se ancora non sono giunte conferme da Kiev. I soldati ucraini però continuano la loro azione criminale e avrebbero colpito una clinica oncologica presso Lugansk uccidendo quattro civili. Di fronte a questo massacro l’Ue continua fare sanzioni a senso unico solo contro i filorussi, ennesima dimostrazione di un servilismo ormai totale ai voleri degli Stati Uniti. L’unica a smarcarsi è Angela Merkel che perlomeno ha chiesto alò presidente ucraino che l’offensiva contro i separatisti filo-russi nell’est sia sempre “proporzionata” e di impegnarsi nel proteggere la popolazione civile, finora bersagliata senza alcuna pietà. Il presidente ucraino in risposta ha offerto ai rappresentanti dei ribelli filorussi di partecipare in videoconferenza alla prossima tornata di negoziati di pace per l’est del Paese, data la loro impossibilità di spostarsi. Nei giorni scorsi Mosca aveva denunciato l’impossibilità di tenere colloqui di pace in quanto ai rappresentanti dei ribelli non è consentito di lasciare la città assediata di Donetsk per partecipare ai negoziati. A oggi sono ben i 478 civili falciati dall’esercito di Kiev, morti di cui nessuno risponderà. 

Gb

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