Ucraina. Poroschenko giura e rilancia la sfida alla RussiaTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Ucraina. Poroschenko giura e rilancia la sfida alla Russia

In Ucraina ormai è vera guerra con l’esercito di Kiev che martella quotidianamente le posizioni dei separatisti. Il nuovo presidente Petro Poroschenko, eletto presidente dopo delle elezioni controverse, nel giorno del suo insediamento ha promesso che l’Ucraina resterà unita e che non ci sarà nessun compromesso con Mosca sulla Crimea, rendendo così poco credibili le sue promesse di pace. 

In Ucraina sono già morti centinaia di innocenti durante gli attacchi dell’esercito di Kiev sulla postazioni dei separatisti, e abbiamo già parlato del totale disinteresse dei media occidentali che hanno preferito non parlarne. Con l’elezione di Petro Poroschenko a presidente i media ci hanno raccontato che la crisi ucraina aveva sostanzialmente avuto fine, dimenticandosi di dire che  in tutto l’Est nessuno ha votato per le presidenziali, e che molti candidati come Simonenko, il leader dei comunisti ucraini, sono stati costretti a ritirarsi dalle presidenziali a seguito di minacce e aggressioni. “L’Ucraina resterà unita“, ha promesso Poroschenko nel giorno del suo insediamento come presidente, poi ha parlato di pace aprendo anche alla possibilità di concedere una amnistia nell’Est pur di preservare l’unità dell’Ucraina, peccato che poi, smentendo quanto da lui promesso, ha sfidato subito Mosca sostenendo che la Crimea resterà all’Ucraina. Il che sostanzialmente significa quasi dichiarare guerra alla Russia dal momento che la Crimea ormai da due mesi ha votato con un referendum l’annessione alla Russia. Insomma Poroshenko, forte dell’appoggio incondizionato di Obama e soci, fa la voce grossa con la Russia sostenendo di “difendere con tutti i mezzi la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina“, e ben abbiamo visto cosa questo significhi assistendo alle bande paramilitari che hanno assaltato l’Est o alle bombe sganciate contro Slavyansk, Donetsk e Lugansk. 

Ovviamente  Poroshenko ha poi detto che Kiev sceglierà la strada dell’Europa, ribadendo la volontà di tenere elezioni regionali anticipate nella parte orientale del Paese e proponendo un decentramento, lo stesso decentramento amministrativo che era stato proposto ormai da oltre un anno dal Partito Comunista d’Ucraina ma che nessuno aveva finora mai preso in considerazione. Non solo, Poroschenko ha anche invitato i separatisti a deporre le armi promettendo amnistia a “coloro che non hanno le mani sporche di sangue“, tutto questo mentre a Kiev sono ormai molti quelli che se le sono sporcate nell’ultimo mese. Poi però offre uno spiraglio alla Russia, promettendo un corridoio ai miliziani per fuggire in Russia e promettendo al Cremlino di siglare un nuovo trattato per sostituire il memorandum Di Budapest del 1994. E dato che Poroschenko parla rappresentando i suoi alleati dell’Occidente, risulta chiaro che le sue proposte sono già state previamente avallate da Obama e soci. Insomma in una mano il ramoscello d’ulivo, e nell’altra la spada, già abbondantemente sfoderata sino a qui.

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