Ucraina. Prosegue la guerra di Kiev all'Est, i morti sono già 181. A Lugansk aereo bombarda palazzo del governoTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Ucraina. Prosegue la guerra di Kiev all’Est, i morti sono già 181. A Lugansk aereo bombarda palazzo del governo

Continua l’offensiva verso Est dell’esercito di Kiev con i filorussi che accusano i militari di aver colpito la sede del governo separatista di Lugansk in pieno centro con bombe a grappolo che hanno provocato diversi morti civili. Si combatte ancora anche a Donetsk e a Slavyansk e il bilancio delle vittime dall’inizio delle operazioni è di 181 caduti tra cui 59 militari. 

La guerra nell’Est dell’Ucraina prosegue inarrestabile e a niente sono serviti i proclami di pace e distensione lanciati nei giorni scorsi. Nella realtà l’esercito di Kiev continua a martellare senza sosta le postazioni dei ribelli filorussi, che poi sono rimasti ormai gli unici a difendere la popolazione civile nei territori dell’Est dell’Ucraina dal momento che gli attacchi dei militari sono diventati sempre più indiscriminati, colpendo anche la popolazione civile. E’ successo di nuovo questa volta a Lugansk, vicino al confine russo, dove l’esercito di Kiev ha colpito con un caccia militare il palazzo sede del “governo” separatista filorusso, provocando diversi morti tra i civili. Non solo, secondo diversi testimoni oculari gli aerei avrebbero lanciato anche delle bombe a grappolo, violando così la convenzione di GinevraLe autorità locali hanno persino  lanciato un appello ai residenti: “Lasciate la zona, è pieno di ordigni inesplosi“.  Si continua a sparare anche a Donetsk dove testimoni hanno raccontato di aver udito diverse sparatorie proprio all’interno dell’aeroporto dove le truppe di Kiev avevano lanciato un attacco nei giorni scorsi. Tutti i quartieri limitrofi sono stati chiusi ed evacuati, stesso scenario a Lugansk dove, dopo l’attacco aereo alla sede del governo della città, si sono registrati scontri violenti tra militari e ribelli separatisti nella periferia meridionale, non lontano da una caserma. Scontri si sono registrati anche per tutta la giornata di ieri intorno alla base di frontiera alla periferia di Lugansk. Qui l’aviazione ucraina ha martellato le postazioni dei ribelli mentre centinaia di insorti filorussi hanno assaltato il campo delle guardia con un bilancio che parla di morti e feriti da entrambe le parti. Intanto dal punto di vista diplomatico il portavoce di Vladimir Putin, Peskov, ha confermato che il leader del Cremlino e il premier britannico Cameron si incontreranno il 6 giugno, a margine delle celebrazioni per lo sbarco alleato in Normandia il 6 giugno. Il bilancio del tutto provvisorio dall’inizio delle operazioni militari parla di 181 persone uccise tra cui 59 militari di Kiev, e oltre 293 feriti. L’esercito di Kiev sta deliberatamente utilizzando attacchi aerei, mortai, elicotteri e artiglieria pesante anche contro popolazione civile. A Slavyansk l’attacco dell’esercito ucraino ha colpito anche scuole, asili e un ospedale per l’infanzia, ma nessuno in Occidente ha pensato bene di prendere le distanze da queste violenze. A Donetsk nel weekend circa un migliaio di persone sono scese in piazza chiedendo la protezione dei bambini dagli attacchi del regime di Kiev, ma ancora una volta i media hanno preferito ignorare la voce della gente. Fa particolare scalpore inoltre l’attacco aereo contro Lugansk, operato in pieno giorno e in pieno centro, con un attacco di un velivolo militare che si configura come un’azione di guerra che meriterebbe una inchiesta da parte degli organi internazionali.

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