Ucraina. Quella rivolta dell'Est che non piace all'Occidente fa tremare KievTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Ucraina. Quella rivolta dell’Est che non piace all’Occidente fa tremare Kiev

Ucraina. Quella rivolta dell’Est che non piace all’Occidente fa tremare Kiev

Sulla pratica beffarda dei “due pesi e due misure” gli Stati Uniti hanno costruito da sempre il loro agire in politica estera. Ora che l’Ucraina dell’Est è in fiamme contro la giunta imposta dalle violenze di Kiev, ecco che l’Occidente prova in modo grottesco a prenderne le distanze, accusando ancora una volta Mosca. Ma questa volta, il Re è “nudo”.

Dicevano che era la rivoluzione di “tutti gli ucraini” contro l’oppressore Yanukovich, (inutile ricordare che Yanukovich è stato eletto in regolari elezioni democratiche riconosciute dall’Occidente), eppure a distanza di nemmeno un mese, esattamente come avevamo detto noi e molti altri, i scopre che quei manifestanti di piazza Maidan, nella realtà, rappresentavano a malapena se stessi. Non solo infatti nella Giunta di Kiev che ha preso il potere in modo del tutto arbitrario e con l’appoggio di Usa e Ue, si assiste ora a una resa dei conti interna tra la parte più moderata e quella apertamente neonazista del Right Sektor, ma intere regioni dell’Ucraina non vogliono riconoscere la giunta di Kiev seguendo così l’esempio della Crimea, che ha indetto un referendum per abbandonare Kiev e legarsi a Mosca. Con sommo sbigottimento di Kerry, Obama e compagnia cantante, tutta la parte Est del Paese è scesa in piazza bruciando bandiere naziste, le stesse che qualcuno in Occidente fingeva di non vedere quando venivano agitate contro Mosca e Yanukovich. Così mentre migliaia e migliaia di cittadini occupano le piazze di Donetsk, Lugansk e Kharkov, la giunta di Kiev riesce solo ad accusare la Russia di aver provocato per arrivare all’invasione delle regioni orientali, rifiutandosi di capire che evidentemente esistono cittadini ucraini che non hanno alcuna intenzione di farsi rappresentare da una giunta illegale, golpista, e di estrema destra, ormai completamente screditata e completamente collusa con Stati Uniti, Nato e Ue. A Donetsk stranamente nessuno ha abbattuto la statua di Lenin, anzi, i manifestanti hanno proclamato la Repubblica Popolare di Donetsk, un bel colpo per le certezze di Obama e soci, che evidentemente si erano davvero convinti che la storia fosse finita nel 1989 come suggeriva un poco originale Fukuyama. Grottesche quindi le accuse degli Stati Uniti secondo cui i manifestanti del Maidan erano “buoni” mentre quelli di Donetsk, Lugansk e Kharkov sarebbero “cattivi” o mercenari di Mosca. La realtà è che mai come ora il “re è nudo” e l’Occidente si trova ad aver a che fare con il disastro provocato appoggiando l’estrema destra a Kiev, un disastro che ha messo realmente a nudo la mediocrità e la spietatezza degli analisti occidentali.

Il parlamento ucraino (Verkhovna Rada), che in teoria dovrebbe essere svuotato di ogni credibilità,  si riunirà domani per decidere un eventuale inasprimento delle pene previste per i separatisti. Lo ha fatto sapere il presidente ad interim Oleksandr Turchinov citato dall’agenzia Unian. Contro i separatisti, ha aggiunto, saranno prese misure antiterrorismo, il che significa che Kiev potrebbe anche inviare l’esercito ucraino contro i manifestanti, fatto che potrebbe portare all’intervento del Cremlino per difendere le popolazioni russofone. Come mai la Tymoschenko, la stessa che voleva “uccidere otto milioni di russi in Ucraina con le armi nucleari”, come dichiarato in una intercettazione pubblicata su internet, e Obama, si schierano contro le manifestazioni di piazza della volontà popolare? Non è forse la stessa volontà popolare di piazza Maidan? Presi dalla disperazione, Usa, Ue e Kiev non possono fare altro che accusare Mosca di aver inviato i servizi segreti a destabilizzare l’area, peccato che gli Stati Uniti facciano largo uso di contractors e mercenari da sempre, torniamo quindi ai soliti due pesi e due misure di inizio articolo. Peraltro in molte zone dell’Est secondo diverse fonti molti agenti di sicurezza e della polizia avrebbero deciso di schierarsi con i manifestanti e di non seguire gli ordini di Kiev, fatto questo completamente ignorato dai media occidentali.

In questo contesto precario emerge la proposta del presidente russo Vladimir Putin che ha dichiarato sull’Ucraina di auspicare la soluzione della federalizzazione, ovvero l’unico modo ragionevole di garantire i diritti degli otto milioni di ucraini di origine e lingua russa. Come mai tale richiesta viene considerata eccessiva quando a Kiev hanno preso il potere personaggi come la Tymoschenko che possono essere accusati addirittura di “odio razziale” nei confronti dei russi? E soprattutto, dopo che Putin ha accusato direttamente le Ong occidentali di aver causato la rivolta in Ucraina, come mai nessuno parla dei tentativi di destabilizzazione da sempre in atto nei paesi “scomodi” agli Stati Uniti?

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