Ucraina sempre più a "stelle e strisce"Tribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Ucraina sempre più a “stelle e strisce”

Ricordate la notizia dei ministri stranieri a Kiev? Tra Fracking, riserve auree volatilizzate e società di “head hunting”finanziate da George Soros la situazione in Ucraina si fa sempre più drammatica e torbida. E di fronte a tutto questo l’Europa si mostra passiva e incapace di avere una visione autonoma. Ecco un resoconto delle inchieste più recenti sull’argomento..

Fin quando le notizie contrarie al mainstream circolavano su blog complottisti era fin troppo chiaro che nessuno le prendesse sul serio. Ora però anche quotidiani come “La Stampa” sembrano essersi accorti che non tutto procede per il meglio in Ucraina, dove dopo la cacciata di Yanukovich la nuova “Giunta” ha impresso una direzione di un certo tipo al Paese. Quanto sta accadendo nell’ex paese sovietico infatti lascia sbalorditi, e non solo per quello che sta effettivamente succedendo, ma soprattutto per l’atteggiamento di alcuni governi sedicenti democratici del cosiddetto Occidente. L’ottima rubrica “Underblog di Maria Grazia Bruzzone aveva già in passato pubblicato una ottima inchiesta sulla presenza a vario livello di neonazisti nella nuova “Ucraina democratica”, ora invece ha soffermato la sua attenzione su quello che sta accadendo in Ucraina sotto gli occhi di tutti. Innanzitutto sono stati introdotti ministri stranieri, tre per la precisione, e tali ministri sono stati selezionati da una vera e propria società di “cacciatori di teste” finanziata nientemeno che da George Soros, ovvero il finanziare americano di origini ungheresi che da sempre si diverte a finanziare “rivoluzioni” a proprio piacimento in giro per il mondo. Questa situazione di colonialismo nemmeno troppo mascherato potrebbe ben presto riguardarci molto da vicino dal momento che Matteo Renzi in persona ha annunciato a Bersaglio Mobile del 3 dicembre che ai Beni Culturali potrebbero arrivare manager scelti dall’estero per occuparsi dei nostri siti archeologici. Non è proprio la stessa cosa ma…c’è poco da stare allegri. Ma non è finita qui, l’agenzia americana Bloomberg ha ricordato come il vicepresidente americano Joe Biden si sia recato a Kiev circa due settimane fa chiedendo apertamente al presidente Poroschenko di formare un nuovo governo, fatto poi puntualmente verificatosi. Insomma gli Stati Uniti accusano la Russia di ingerenza, ma poi muovono l’Ucraina come un burattino, ingerendo persino nella scelta dei ministri, e questa è una realtà. Il messaggio è chiaro: l’Ucraina aspira ad essere un alleato US e un buon cliente del FMI, e ammira le riforme che in Lituania e Georgia hanno cancellato l’eredità economica e culturale sovietica”, ha scritto Bloomberg, rendendo quindi chiaro l’indirizzo preso dal nuovo governo dell’Ucraina sempre più intriso di nazionalismo e russofobia. 

Ma veniamo qui al secondo punto sottolineato dalla Bruzzone, ovvero il tema dell’oro ucraino che sarebbe letteralmente svanito nel nulla. Nel suo pezzo pubblicato da “La Stampa” si fa riferimento diretto ad alcuni post del sito americano Zerohedge.com che affrontano direttamente il problema: “Il marzo scorso, quando il FMI riportò che le riserve d’oro ufficiali dell’Ucraina alla fine di febbraio, quando il colpo di stato facilitato dal Dipartimento di Stato US contro l’ex presidente Yanukovich era concluso, ammontavano a 42,3 tonnellate pari all’8% delle riserve.In marzo dunque riferimmo di uno strano incidente verificatosi subito dopo il rovesciamento del presidente, e cioè, secondo almeno una fonte in una misteriosa ‘operazione speciale’ coperta dal favore del buio le riserve d’oro dell’Ucraina sono state prontamente caricate a bordo di un aereo senza insegne, che poi ha portato l’oro negli US”. Avete capito bene, si parla di circa 4 camion e 2 furgoni arrivati all’aeroporto di Boryspil accompagnati da almeno 15 uomini in uniformi neri che avrebbero caricato tutto l’oro su di un velivolo. Chiaramente però si tratta solo di una voce impossibile da confermare, ma è lecito porsi alcune domande proprio come fa Zerohedge: “Inutile dire che non c’è stata alcuna conferma che ciò sia davvero accaduto e infatti il nostro report in cui riflettevamo se ‘ il prezzo della liberazione Ucraina’ fosse il passaggio del suo oro alla Fed in un periodo in cui la Germania stava attivamente cercando di rimpatriare il suo oro fisico detenuto nelle camere blindate della Fed di New York, a 80 metri di profondità” .  Peccato che poi sia arrivata la madre di tutte le notizie, ovvero una intervista in cui il governatore della Banca Centrale Ucraina, tale Valeriya Gontareva, ammetteva che “nelle camere blindate della banca centrale non c’è quasi più oro. E’ rimasta una piccola quantità di lingotti, ma rappresenta solo l’1% delle riserve’  (Qui la fonte). Questo vuol dire che Kiev in meno di un anno avrebbe completamente esaurito le sue riserve auree, e infatti sull’onda della rabbia dei cittadini che iniziano a chiedersi che cosa sia successo all’ “oro del popolo” un tribunale di Kiev ha annunciato di voler intentare un procedimento contro la Banca Centrale Ucraina nella persona della Gontareva con l’accusa di abuso di ufficio.

Merita una menzione a parte infine lo “shale gas” ovvero le riserve di gas di scisti che viene estratto dalle rocce mediante le pratiche controverse del fracking che, secondo alcuni, provocherebbero dei terremoti.  L’Ucraina possiede enormi giacimenti di gas scisti, tutti o quasi localizzati nel Nord-Est, ovvero al confine con l’odiata Russia, nei territori dove sono attivi i separatisti del Donbass che non accettano il nuovo governo di Kiev. Circa due anni fa a realizzare una indagine sui giacimenti fu nientemeno che il Dipartimento americano per l’energia a segnalare come l’attenzione di Washington per l’Ucraina non sia propriamente “democratica”. Comunque si interessò alla cosa la Royal Dutch Shell, il gigante petrolifero olandese-britannico con interessi anche tra diversi miliardari ucraini. Come riportato dalla Bruzzone per “La Stampa” ad assicurarsi i diritti di sfruttamento di tali giacimenti sarebbe nientemeno che la “Burisma Holdings”, ovvero una società che si occupa di estrazione di petrolio e gas che l’aprile scorso ha assunto direttamente il figlio del Vicepresidente degli Stati Uniti, ovvero Hunter Biden, che ha avuto anche un posto di rilievo nel consiglio di amministrazione. Del resto il figlio di Joe Biden ha un posto anche nel  National Democratic Institute (NDI), “braccio dem del  National Endowment for Democracy (NDE), istituto finanziato da soldi pubblici che fa all’estero “quel che la CIA 25 anni fa faceva sottotraccia” come ha dichiarato uno dei suoi fondatori, Alan Weinstein (il braccio rep, l’IRI, è da decenni presieduto dal senatore John Mc Cain)” [La Stampa]. Sempre nel Cda della Burisma c’è anche un posto per Devon Archer, partner dei Biden in alcune società di consulenza politico-finanziaria e manager del fondo di famiglia della moglie di John Kerry. Tale Burisma Holdings inoltre sarebbe parte dell’impero del secondo oligarca più ricco dell’Ucraina, ovvero quell’Ihor Kolomoiskiy dominato governatore della regione di Dnipropetrovsk che ha messo su un vero e proprio esercito personale di neonazisti, il battaglione Azov. In tutto questo però l’Unione Europea e i nostri governanti preferiscono puntare l’indice contro la Russia di Vladimir Putin…

Gracchus Babeuf

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