Ucraina. Sempre più insidie minano la paceTribuno del Popolo
mercoledì , 13 dicembre 2017
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Ucraina. Sempre più insidie minano la pace

Sempre più voci parlano di personale militare americano che verrà inviato a Kiev per addestrare l’esercito ucraino. Non solo, il capo di Stato maggiore della Difesa Usa, Martin Dempsey, parla apertamente di inviare armi alle truppe ucraine. La soluzione “politica” alla crisi sembra quindi sempre più difficile.

La brusca accelerazione dei fatti in Ucraina ha portato a creare un vero e proprio bubbone alle porte dell’Europa pronto ad esplodere. Dopo la disfatta militare di Kiev che, con la sconfitta di Debaltseve, ha sostanzialmente dimostrato il fallimento della soluzione militare alla crisi nel Donbass, vige un incerto cessate il fuoco ma la sensazione è che si sia solamente di fronte a un congelamento momentaneo del conflitto dal momento che a Kiev i toni sono sempre gli stessi e nessuno sembra interessato a trovare una soluzione politica e negoziale. Gli Stati Uniti fin dall’inizio hanno accusato unilateralmente la Russia di ingerire direttamente negli affari interni dell’Ucraina, ma anche Washington si è schierata più che apertamente con una delle parti in campo, ovvero il governo di Kiev figlio del Maidan, e ora sembra disposta ad andare ancora oltre, spingendo per armare direttamente l’esercito di Kiev uscito con le ossa rotte dalla guerra civile contro le Repubbliche Popolari di Lugansk e Donetsk. Secondo diverse fonti, tra cui SputnikNews, gli Stati Uniti starebbero per inviare trecento militari in Ucraina per addestrare i soldati dell’esercito di Kiev. Il personale americano verrebbe inviato allo Yavoriv International Peacekeeping and Security Center (IPSC). Ma non è finita qui, il capo di Stato maggiore della Difesa statunitense Martin Dempsey ha detto per la prima volta apertamente solo pochi giorni fa che sarebbe giunta l’ora di inviare armi offensive e letali all’esercito ucraino per aiutarlo a difendersi dai separatisti. “Penso che dovremmo assolutamente fornire aiuti letali (armi)” a Kiev “nel contesto Nato“, ha detto alla commissione Difesa del Senato. Dal conto suo il Cremlino ha sempre negato di aver inviato soldati russi nel Donbass e ha avvisato che l’invio di armi a Kiev da parte della Nato potrebbe portare a conseguenze imprevedibili per la pace regionale. Insomma, negli Usa esiste una corrente non minoritaria che spinge per la guerra e per armare direttamente Kiev, di conseguenza la possibilità di una escalation rimane sullo sfondo, ancor più che i separatisti continuano a essere identificati da parte di Kiev come veri e propri terroristi, e questo inevitabilmente renderà ogni possibilità di negoziato impossibile ancor più che nel Donbass la stragrande maggioranza della popolazione ha visto l’esercito bombardare le infrastrutture e sospendere persino l’erogazione di gas, luce e servizi pubblici e pensioni.

Photo Credit http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0f/Euromaidan_2013_Mstyslav_Chernov-14.jpg

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