Ucraina. Si dimette il primo ministro Azarov ma la tensione resta altaTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Ucraina. Si dimette il primo ministro Azarov ma la tensione resta alta

Il primo ministro ucraino Mykola Azarov ha deciso di dimettersi dopo che il presidente Yanukovich ha offerto il posto al leader dell’opposizione Yatsenyuk, che ha però declinato. Ora si continua a trattare ma l’intento dell’Ue e dell’Occidente sembra essere chiaro: far cadere il governo di Kiev a tutti i costi e farlo gravitare in orbita europea per dare un duro colpo a Putin e alla Russia.

Photo Credit (AFP Photo / Aris Messinis)

Sono momenti febbrili in Ucraina dove il primo ministro Mykola Azarov ha offerto le sue dimissioni al presidente Yanukovich dopo che aveva offerto, senza frutto, il posto di leader a Yatsenyuk, uno dei capi dell’opposizione che da settimane sta sfidando il governo di Kiev. Yatsenyuk però ha declinato l’offerta, come riportato dall’agenzia Interfax, così le trattative e gli incontri dovranno proseguire a oltranza. Proprio nella giornata di oggi si è prodotto un altro risultato, l’abolizione da parte del governo delle leggi cosiddette delle “anti-manifestazioni” approvate il 16 gennaio per alzata di mano. L’accordo è stato trovato a poche ore da una sessione straordinaria del Parlamento convocata proprio per cercare soluzioni alla crisi e dal vertice Ue-Russia durante il quale sarà discussa con grande attenzione anche la questione ucraina. Alla riunione con il presidente ucraino hanno preso parte Klitschko, il leader di Udar, uno dei principali partiti dell’opposizione, Iatseniuk, leader di Patria, il partito di Yulia Timoshenko, e i nazionalisti di estrema destra di Svoboda, con Tiangnybok. Iatseniuk si è permesso di rifiutare la generosa offerta di Yanukovich in quanto l’opposizione, forte dell’appoggio acritico concesso dall’Ue e dall’Occidente, mira ormai alle elezioni presidenziali e parlamentari anticipate. Si tratta però anche per un altro accordo, ovvero quello dell’amnistia per i manifestanti arrestati in cambio dello sgombero degli edifici pubblici occupati. La tensione quindi, rispetto ai giorni scorsi, sembra essere leggermente scesa almeno a Kiev, ma la situazione potrebbe degenerare da un momento all’altro dal momento che l’opposizione è ormai sotto ricatto da parte delle frange della ultradestra nazionalista più radicale.

In tutto questo emerge con nettezza la situazione generale, è chiaro che l’Europa vorrebbe inglobare nella sua sfera di influenza l’Ucraina ad ogni costo, e in molti non hanno ben digerito la decisione di Kiev di avvicinarsi invece a Mosca. Ma il vero nodo della questione sembra essere il vertice bilaterale Russia-Ue in programma in quel di Bruxelles nella giornata di oggi. La posizione dell’Ue è a dir poco spregiudicata dal momento che una fonte diplomatica riportata da “La Stampa” la dice lunga sulla posizione assunta dall’Ue sulla vicenda ucraina: “Mosca è responsabile di quanto sta succedendo a Kiev hanno rotto il consenso su un progetto, quello dell’accordo commerciale con l’Unione, che stava avanzando senza grosse difficoltà“. Una distorsione clamorosa della realtà dal momento che manifestanti neofascisti e nazionalisti armati di bastoni, molotov e accette hanno occupato le piazze e non certo per chiedere l’ingresso di Kiev nell’Ue o per principi democratici, bensì per provare a imporsi in un vuoto di potere in piazza e di far precipitare il Paese in una vera e propria guerra civile. 

Le accuse pesanti di Bruxelles la dicono lunga sulla natura dell’Ue, e in molti temono che il vertice Ue-Russia sarà anche un modo per accusare Mosca del mancato rispetto dei diritti umani, ignorando che proprio i diritti umani negli ultimi sei anni di neoliberismo spietato in Europa sono una nota dolente non solo per la Russia. Anzi sembra a dir poco grottesco che governi responsabili di violente repressioni in casa loro si permettano di dare lezioni ad altri paesi su temi come quello del rispetto dei diritti umani, che per l’Occidente evidentemente contano solo nei paesi considerati ostili, e non in casa propria. Del resto questo cinismo e questa superficialità hanno influenzato ormai anche la cosiddetta sinistra europea, basti pensare che in Italia in un partito come Sinistra e Libertà c’è persino qualcuno come Sergio Boccadutri che ha dichiarato di vedere positivamente la protesta nelle piazze ucraine.

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