Ucraina. Si fa strada lo spettro del defaultTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Ucraina. Si fa strada lo spettro del default

Kiev ha raggiunto un accordo con creditori privati per cancellare il 20% del proprio debito ma con la Russia, ed ecco che lo spettro di un default a dicembre per l’Ucraina diventa reale. Nel 2014 il Pil ucraino è crollato dell’8% e ora la stampa occidentale sta cercando di far passare Mosca per un creditore senza scrupoli dato che in caso di default l’Fmi non potrà più salvare la traballante economia di Kiev. 

Quando si parla di Ucraina è chiaro che si va a toccare un punto “caldo” dato che per mesi il mondo ha trattenuto il fiato di fronte alla tensione accumulatasi tra Occidente da un lato e Russia dall’altro. Nonostante tutti i quotidiani parlino di guerra aperta tra Kiev e Mosca nella realtà non sono state esibite prove convincenti circa il coinvolgimento aperto della Russia nel conflitto, al contrario si può però sostenere che Europa e Russia abbiano puntato molto proprio sul “regime change” di Kiev che ha permesso a Poroschenko di prendere il potere. L’Ucraina infatti è da sempre strategica per la difesa della Russia quindi sostituire il governo ucraino con un nuovo governo filo-occidentale e ostinatamente russofobo ha inevitabilmente rappresentato una sfida spregiudicata nei confronti di Putin e del Cremlino.

Il problema però è che l’economia ucraina ha subito un colpo terribile dopo il “Maidan”, ed è ovviamente interesse dell’Occidente mantenere in piedi il nuovo governo nazionalista per continuare ad avere un pungolo nei confronti della Russia. Ecco quindi che i creditori privati non hanno faticato a raggiungere un accordo con Kiev che prevede un taglio del 20% del valore del debito e i pagamenti solo a partire dal 2019, condizioni particolarmente favorevoli che vengono concesse in quanto Kiev è utile proprio in chiave antirussa. Ecco quindi che Putin e Mosca per fare i propri interessi hanno deciso di non accettare questo taglio del debito, eh sì perchè Mosca è uno dei creditori dell’Ucraina, e di conseguenza questo potrebbe portare Kiev al default a dicembre, facendo così perdere a Kiev anche i tanto attesi aiuti dell’Fmi.

Tralasciando il problema morale che a Kiev con il Maidan si siano insediati al potere personaggi di estrema destra quando non apertamente neofascisti (il nuovo eroe nazionale è quello Stepan Bandera collaborazionista di Hitler e autore di vari pogrom), la stampa occidentale cerca di dipingere Putin come una sorta di cravattaro senza scrupoli che vuole strangolare l’Ucraina dimenticando che proprio a Kiev la Russia viene considerata il male assoluto da parte di una propaganda asfissiante e continuamente fomentata anche dall’Occidente. Per quale motivo quindi la Russia dovrebbe essere disponibile a tendere la mano a un paese dove gli interessi russi sono stati scientemente fatti a pezzi e dove essere “filorussi” significa subire violenze e discriminazioni? Facendo un paragone ardito ma nemmeno troppo sarebbe come se gli Usa venissero accusati di non voler abbuonare dei soldi a Cuba, e anche il lettore più disattento si accorgerebbe facilmente di quanto sarebbe bizzarro. Inoltre tra quattro anni Kiev non offre comunque alcuna garanzia di ripagare il debito, anzi secondo molti economisti nel 2019 probabilmente il debito andrà comunque di nuovo rinegoziato, ancor più che l’economia ucraina è quasi completamente a rotoli ed è anche per questo che il governo ucraino continua a usare la retorica bellica nei confronti del Donbass, dato che una guerra forse distoglierebbe ancora una volta l’attenzione dalla situazione reale dei conti, drammatica.

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