Ucraina. Trovato accordo dopo una giornata di guerra civile, ma la tensione resta altaTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Ucraina. Trovato accordo dopo una giornata di guerra civile, ma la tensione resta alta

Dopo una giornata di scontri e di guerra civile in Ucraina con oltre cento morti e quasi 500 feriti, nella notte il presidente Yanukovich avrebbe trovato un accordo di massima sulla crisi a Kiev con l’opposizione. Parigi chiama alla moderazione ma vi sono alcuni gruppi radicali che non intendono far tacere le armi. Continuano le accuse incrociate polizia-manifestanti sulle responsabilità del massacro. 

Photo Credit (AFP Photo/Bulent Kilic)

Dopo la giornata più triste per l’Ucraina, quella di ieri, quando sono morte oltre cento persone al termine di una lunga giornata di scontri, sparatorie e violenze, nella notte il presidente Yanukovich ha incontrato i ministri degli Esteri dell’Ue, e i leader dell’opposizione. Avrebbero trovato una bozza di accordo sulla crisi, il tutto mentre fuori, intorno al Parlamento, non si è mai smesso di sparare da entrambe le parti. Secondo le ultime informazioni l’accordo prevederebbe  elezioni presidenziali anticipate, un governo di coalizione e una riforma costituzionale; per ora però sono solo illazioni dal momento che manca un accordo scritto, come sottolineato dal ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, uno dei componenti della troika europa impegnata nella mediazione tra governo e opposizione, che ha invitato alla cautela sull’accordo. Intanto dopo una giornata di sangue e morte questa mattina è ricominciata una vera e propria guerra civile, con manifestanti ucraini che hanno nuovamente aperto il fuoco contro gli agenti di sicurezza vicino al Parlamento. Ancora una volta l’Occidente non ha speso una parola contro le violenze dei manifestanti, addossando ogni colpa unicamente al governo. Tutto è cominciato l’altro ieri sera, quando il presidente Yanukovich aveva annunciato una tregua che però è durata solamente poche ore. Poi è scoppiato il caos, con spari da entrambe le parti e proiettili vaganti che hanno seminato morte e distruzione. Proiettili vaganti perchè sono stati in tanti a sparare a Kiev, sicuramente gli agenti di sicurezza, ma anche manifestanti e altri personaggi che hanno sparato contro i giornalisti di Russia Today. Come se non bastasse alcuni cecchini avrebbero ferito almeno 26 agenti, a segnalare che quella di ieri è stata guerra vera. Alla fine una stima provvisoria parla di un centinaio di morti e oltre cinquecento feriti, di 67 poliziotti presi prigionieri dei quali una sessantina sarebbero poi stati liberati nel corso della notte. Ma chi è stato a dar fuoco alle polveri? Il governo di Kiev ha ammesso l’uso di proiettili, ma ha parlato di “legittima difesa” dal momento che la tregua sarebbe stata rotta da alcuni estremisti che avrebbero sparato sugli agenti. Il riferimento è all’estrema destra di Pravi Sektor, la quale ha rifiutato la tregua annunciando che sarebbero andati avanti comunque, fino alla fine. Nonostante l’innegabile tragedia del massacro, il fatto che su internet siano circolati video di manifestanti armati che sparavano verso gli agenti ha mostrato al mondo come tutta l’Ucraina sia ormai pronta alla guerra civile. Del resto proprio i manifestanti sembrano essere organizzati in modo paramilitare dal momento che hanno rioccupato gli edifici amministrativi e ministeriali con largo uso di Molotov e armi da fuoco. E in tutto questo, ad aumentare l’incertezza generale, Aleksandr Skipalskij, già capo dei servizi segreti, ha affermato che in piazza Maidan agirebbe una “terza forza”, ovvero mercenari che opererebbero per provocare le forze dell’ordine e l’opposizione per aumentare la tensione in modo artificioso. Questo spiegherebbe il perchè la polizia si sia lamentata di aver subito il tiro di un cecchino ed è piuttosto inquietante: chi avrebbe pagato questi mercenari? e perchè? 


VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top