Ucraina. Ucciso a Slavyansk un giornalista italiano con il suo interpreteTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Ucraina. Ucciso a Slavyansk un giornalista italiano con il suo interprete

Ucraina. Ucciso a Slavyansk un giornalista italiano con il suo interprete

Purtroppo è arrivata anche la conferma della Farnesina: Andrea Rocchelli, 30enne reporter di Piacenza, è stato ucciso a Slavyansk, in Ucraina dell’Est, assieme al suo interprete. A sparare sarebbero stati i militari di Kiev.

Si chiamava Andrea Rocchelli il reporter piacentino di 30anni che è rimasto ucciso ieri a Slavyansk, la città centro della resistenza filorussa alla Giunta di Kiev dove gli attacchi dell’esercito hanno provocato già decine di morti tra cittadini e miliziani filorussi. A sparare sarebbe stato l’esercito di Kiev, che oltre a Rocchelli ha ucciso anche il suo interprete e ha ferito alla gamba un altro collega francese. Secondo Ria Novosti, agenzia russa, nel villaggio di Andreyevka, proprio nei pressi di Slavyansk, il giornalista italiano e il suo interprete sono stati ucciso da proiettili sparati contro la loro auto. Andy, così lo chiamavano gli amici, lavorava per l’agenzia Cesura.it e si trovava da tempo in Ucraina per informare con notizie fresche e di prima mano.  Rocchelli si trovava nella regione del sud-est del Paese da giorni con il suo traduttore Andrei Mironov, e inizialmente si sperava che in qualche modo fosse solo rimasto ferito dal momento che non arrivavano notizie, poi purtroppo è arrivata la tragica conferma. 
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Il tweet che mostra la foto della gamba ferita del giornalista francese Roguelon.

Poi sulla base di varie ricostruzioni si è capito che a sparare sono stati gli assedianti del villaggio di Andreyevka, in sostanza le truppe di Kiev inviate per annichilire quelli che loro chiamano “terroristi” ma che nell’Est si confondono con la popolazione locale. Secondo varie fonti Rocchelli, Roguelon e l’interprete si sarebbero trovati improvvisamente in mezzo a una offensiva, sommersi da almeno sessanta colpi di mortaio, come riferito da Roguelon, subito portato in ospedale.


Un gruppo di orfani al riparo in un rifugio di fortuna durante un bombardamento a Slavyansk.

Rocchelli era un fotografo molto bravo che amava muoversi direttamente negli scenari di guerra. Era stato in Afghanistan, ma anche in Libia e in Algeria, un vero e proprio reporter d’assalto che si era fatto le ossa sul campo.  Poi la decisione di andare in Ucraina per il suo sito di Cesura-Lab, un collettivo militante di fotografi creato nel 2008 da Alex Majoli dove si potevano osservare le foto scattate da Rocchelli nel corso dell’assedio di Slavyansk. Noi vogliamo ricordare anche  Andrey Mironov, un interprete che però la guerra e gli scenari di guerra li conosceva molto bene per essere stato in Cecenia negli anni Novanta.

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