Ucraina. Un'altra strage a Mariupol, oltre venti morti tra cui diversi civiliTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Ucraina. Un’altra strage a Mariupol, oltre venti morti tra cui diversi civili

Ucraina. Un’altra strage a Mariupol, oltre venti morti tra cui diversi civili

Il 9 maggio, il giorno della Grande Vittoria dell’Urss contro il nazismo, la Giunta di Kiev ha inviato l’esercito a Mariupol, in Ucraina dell’Est, dove secondo il ministro dell’Interno di Kiev, Avakov, sarebbero state uccise 21 persone. Mosca accusa direttamente il governo di Yatseniuk appoggiato dall’Occidente di sparare su civili.

Quando Gheddafi non si arrendeva alla rivolta contro di lui e mandava i suoi fedelissimi a combattere, il mondo si indignò accusando il Colonnello di massacrare il suo stesso popolo. Lo stesso schema lo abbiamo visto in Siria, dove quando Damasco non si è arresa alle rivolte armate contro il governo siriano, il mondo ha accusato Assad di essere un criminale. In Ucraina dell’ Est, tra una cosa e l’altra, ci sono già stati più di un centinaio di morti (secondo alcuni solo a Odessa sarebbero state massacrate circa 100 persone), e soprattutto le violenze non sembrano arrestarsi. Anche qui vediamo la Giunta di Kiev, sulla cui legittimità ci sarebbe da eccepire, inviare l’esercito contro quelli che considera “rivoltosi” e “terroristi”, e poco importa se l’esercito ha trovato di fronte a sè anche civili come successo a Mariupol. Il giorno scelto non era casuale, il 9 maggio, il giorno della Vittoria Patriottica dell’Urss contro il nazismo, che ovviamente viene festeggiato anche in Ucraina e in tutti i paesi liberati dall’Armata Rossa. Mentre a Mariupol si svolgeva la consueta marcia dei cittadini, l’esercito di Kiev avrebbe attaccato l’edificio locale della polizia in mano agli insorti provocando una ventina di morti. Lo ha confermato lo stesso Avakov che ha comunicato come quattro separatisti sarebbero anche stati arrestati, mentre cinque militari ucraini sarebbero rimasti feriti. Non solo, un giornalista di Russia Today sarebbe rimasto ferito in un conflitto a fuoco e ricoverato in ospedale. La situazione a due giorni dal referendum in Ucraina orientale è quindi in ebollizione ma spaventa la posizione della Nato, che continua ad addossare ogni responsabilità delle tensioni a Mosca, rifiutandosi di vedere i neonazisti che da mesi ormai sono stati scatenati in Ucraina. Intanto nella giornata di ieri almeno 4000 persone hanno  partecipato a un corteo organizzato a Kiev dal partito comunista e dal partito delle Regioni del deposto presidente ucraino Viktor Ianukovich per celebrare la festa della Vittoria dell’Armata rossa sulle truppe nazi-fasciste; segno anche in Ucraina Occidentale esistono persone che non sono d’accordo con il nuovo corso nazionalista di estrema destra preso dal governo Yatseniuk, di cui peraltro circolano anche foto passate che lo ritraggono a braccio teso.

 

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