Ue. Cameron annuncia referendum e minaccia uscita dall'Ue: "Biglietto di sola andata" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 25 gennaio 2017
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Ue. Cameron annuncia referendum e minaccia uscita dall’Ue: “Biglietto di sola andata”

Il primo ministro britannico David Cameron questa mattina a Londra ha avvisato che si deciderà attentamente se uscire o meno dall’Ue. Nel caso Londra dovesse decidere di uscire dall’Ue, sarebbe “un biglietto di sola andata”.

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In Europa esiste un paese, la Gran Bretagna, che ha sempre storicamente guardato dalle finestra alle vicende del continente. Forse con un misto di indifferenza e arroganza Londra è sempre stata a guardare a quanto succedeva sul continente, senza prendere parte, oppure facendolo solamente quando poteva averne un tornaconto tangibile. L’atteggiamento utilitaristico della Gran Bretagna si ripercuote anche e soprattutto in un’Europa scossa dalla crisi, in un’Europa in cui forse per David Cameron non ha più senso rimanere. Quando si parla di solidarietà, di valori comuni, evidentemente in Gran Bretagna hanno un’idea diversa, per questo motivo David Cameron ha annunciato un referendum che porrà una domanda chiara ai cittadini britannici “Dentro o Fuori”, ovvero lasciare o rimanere nell’Ue.  ”Io voglio che l’Unione europea sia un successo. E voglio un rapporto tra la Gran Bretagna e l’Ue che ci veda dentro l’Unione. Oggi, la delusione verso l’Ue è ai livelli più alti di sempre”, ha detto Cameron nel discorso di oggi, aggiungendo però che bisognerà scegliere con molta attenzione se uscire o entrare dall’Ue, in quanto non ci sarebbe alcun ritorno e sarebbe un “biglietto di sola andata“. Ci sarà quindi un referendum da tenersi dopo le prossime elezioni del 2015, e nel caso i conservatori dovessero vincerle, entro la prima parte della prossima legislatura, e quindi entro la fine del 2014. In sostanza i conservatori chiederanno al popolo britannico di delegare Londra a negoziare un nuovo accordo con i partner europei. Quello che temono i conservatori britannici è  una “crisi di competitività dell’Europa“, e ha avvertito che qualora non si risponderà a queste sfide, il rischio è che i britannici lascino l’Europa. A questo punto sin troppo facile replicare: ma ci sono mai entrati? L’atteggiamento di Londra infatti è sempre sembrato un pò troppo utilitaristico, della serie che l’Ue va bene solo fin tanto porta benefici, quando si parla di sacrifici devono sempre essere gli altri a farli. Singolare che non sia la Grecia, l’Italia o la Spagna, i paesi che più stanno pagando la crisi dell’Euro, a chiedere un referendum di questo tipo, ma sia la Gran Bretagna.  Noi di certo non siamo europeisti, non almeno per questa Ue, ma se la Gran Bretagna dovesse scegliere di andar via, non piangeremo una lacrima.

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