Ue. Germania a muso duro contro AteneTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Ue. Germania a muso duro contro Atene

Il governo ellenico ha presentato all’Eurogruppo la richiesta di proroga di sei mesi del piano di aiuti in scadenza il 28 febbraio ma Berlino è intervenuta subito a gamba testa dichiarandosi contraria al prolungamento del prestito. Sembra quasi che la Germania voglia utilizzare la tattica del “Colpirne uno per educarne cento”. 

Ma come si è permessa la Grecia a osar votare un governo che intende fare gli interessi dei suoi cittadini? Avranno pensato questo i governanti tedeschi alla notizia del presidente  dell’Eurogruppo Dijsselbloem che ha confermato con un tweet la notizia di aver ricevuto la richiesta di Atene di proroga formale di sei mesi dei piani di aiuti in scadenza il 28 febbraio. Domani a Bruxelles proprio a seguito di ciò si riunirà l’Eurogruppo ma Berlino ha voluto subito dire la sua e lo ha fatto senza giri di parole per bocca del portavoce ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, Martin Jaeger: “La lettera di Atene non presenta alcuna proposta di soluzione sostanziale“. Tutto questo perchè nella lettera il governo ellenico ha chiesto sì l’estensione di sei mesi del prestito, ma non la richiesta di una estensione anche del Memorandum, e questo ha fatto imbufalire la Germania che sembra quasi preoccupata che l’esempio di Tsipras possa propagarsi in giro per l’Europa. Un buon motivo per frustrare subito le velleità della Grecia utilizzando la tattica del “Colpirne uno per educarne cento”, con buona pace dei cittadini greci di cui, alla Merkel e alla troika, evidentemente, frega meno di zero. E dire che proprio Atene dopo la rottura con l’Eurogruppo di lunedì ha voluto fare il primo passo grazie al ministro delle Finanze Varoufakis che ha promesso di applicare soltanto alcune delle misure richieste da Bruxelles. In Germania però hanno altri piani e insistono che lo scritto espresso dai greci non corrisponderebbe ai criteri stabiliti nell’eurogruppo di lunedì’. La sensazione è che Berlino sia disposta anche ad abbandonare Atene al suo destino, e poco importa se l’effetto domino potrebbe colpire anche Italia, Spagna e Francia. L’importante evidentemente è che la proposta anti-austerity perda, che il concetto stesso di Europa continui a essere collegato ai diktat di Berlino e all’asuterity, altrimenti che non sia più Europa.

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