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venerdì , 22 settembre 2017
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Ue. Germania avanti tutta, con o senza Atene

Ha fatto scalpore un articolo del settimanale tedesco Spiegel secondo cui l’Fmi sarebbe sul punto di bloccare gli aiuti alla Grecia in quanto Atene non riuscirebbe a tener fede al programma di riforme concordato. E gli fa eco il ministro dell’Economia tedesco Roesler, secondo cui l’uscita della Grecia dall’Ue non sarebbe un problema per Berlino.

La Germania ha deciso, avanti tutta con l’Unione Europea, con o senza il fardello greco. Proprio così, il concetto è stato chiarito con sufficiente teutonico cinismo nientemeno che dal ministro dell’Economia di Berlino, Philipp Roesler. “Un’uscita della Grecia dall’eurozona non sarebbe un dramma, e io sono sempre più scettico sulle possibilità di Atene di riuscire a restarvi“, ha dichiarato il ministro, facendo chiaramente capire che se Atene dovesse non farcela, in Germania nessuno piangerà una lacrima, anzi. Il settimanale tedesco Der Spiegel poi, ha persino alzato il tiro sostenendo che  il Fondo monetario internazionale avrebbe deciso di non essere più disposto a partecipare a eventuali nuovi pacchetti di aiuti per gli ellenici. Insomma, ormai la situazione europea sta diventando sempre più drammatica, e l’aggravarsi della crisi spagnola e italiana non fanno presagire a nulla di buono, ancor più che l’egoismo germanico sta facendo danni ormai irreparabili soprattutto dal punto di vista della coesione sociale. “Io sono più che scettico sulla possibilità che la Grecia ce la faccia“, ha spiegato Roesler alla tv pubblica tedesca, “Secondo me l’ipotesi di un’uscita della Grecia ha da tempo perduto il suo valore di notizia spaventosa“, ha aggiunto. Insomma, a Berlino sembrano essere abbondantemente preparati all’eventualità di un’uscita della Grecia dall’Ue, al punto che ormai nessuno si stupirebbe alla notizia di un crollo di Atene.  E poco importa se il premier greco Samaras si trova nell’oggettiva impossibilità di operare altri tagli per 11 miliardi vista la drammatica situazione economica del paese, non sono tedeschi, quindi avanti tutta. La Merkel poi è ricattata dal suo stesso rigore dal momento che la maggioranza dei tedeschi secondo i sondaggi sarebbe assolutamente contraria ad accollarsi spese maggiori per salvare i paesi del Sud Europa. Insomma, i tedeschi non intendono seguire i paesi in difficoltà nel baratro, per questo sarebbero disposti a “lavarsene le mani”, dimenticando colpe e mancanze che risalgono al momento in cui l’Ue è stata progettata e realizzata.

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