Ue inserisce Hezbollah nella lista nera del terrorismoTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Ue inserisce Hezbollah nella lista nera del terrorismo

Alla fine l’Unione Europea ha deciso di inserire il braccio militare di Hezbollah nella lista nera dei gruppi terroristici. Felicità in Israele, mentre in Libano la situazione diventa esplosiva. Si tratta dell’ormai noto sistema dei due pesi e due misure. 

Potranno stappare lo Champagne in Israele dopo che l’Ue ha deciso di inserire il braccio armato del movimento sciita libanese Hezbollah nella black list dell’Unione Europea. Già di per sè la notizia strappa un sorriso dal momento che proprio i paesi dell’Unione Europea che si sono stracciati le vesti per arrivare questa risoluzione sono quelli che finanziano a piene mani  ribelli siriani vicini ad Al Qaeda e ad altri gruppi apertamente estremistici. Ma si sa, l’Occidente padroneggia da sempre la tattica dei “due pesi e due misure”, applicandola cinicamente a seconda del contesto. Nonostante le riserve di Italia, Malta, Irlanda e Finlandia che hanno paventato il rischio di effetti negativi sulla stabilità del Libano, l’Ue ha quindi preso questa decisione che rischia effettivamente di trascinare anche il Libano nel caos. Addirittura farsesca la presa di posizione di Catherine Ashton, Alto rappresentante Ue per la politica estera: “è un segnale politico ma anche concreto non siamo disposti a tollerare il ricorso al terrorismo, sotto qualsiasi forma, per raggiungere obiettivi politici“. Sì, avete udito bene, la Ashton parla di lotta al terrorismo ma non dice nulla sull’aiuto dato al terrorismo contro il legittimo governo siriano, misteri della diplomazia. L’Hezbollah politico però non è stato inserito nella lista, ufficialmente per lanciare un messaggio di dialogo al popolo libanese, che però avrà ben poco da dialogare dopo questa decisione unilaterale da parte del’Ue. In Libano il governo di Beirut ha subito parlato di pressioni subite dai Paesi dell’Unione europea, mentre in Parlamento i politici locali si sono divisi nel trovare i responsabili della situazione. Sami Gemeyal, membro del partito della Falange e discendente della potente famiglia politica maronita, ha accusato proprio Hezbollah: “Purtroppo questo colpirà tutto il popolo libanese, e in quanto cittadini pagheremo di nuovo il prezzo per il modo in cui gli Hezbollah trattano i temi politici regionali e nazionali”. Di diverso avviso il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, che ha negato che il suo movimento avesse avuto a che fare con gli attentati commessi contro cittadini israeliani all’estero, non ultimo quelli avvenuti in Bulgaria e Cipro, i due eventi che hanno indotto l’Ue a inserire Hezbollah nella lista nera. Questa decisione non colpirà Hezbollah o la resistenza”, ha detto un deputato del movimento sciita, “La resistenza è presente sul territorio libanese e non in Europa. Non è un gruppo terrorista che commetta attentati in Europa. La resistenza è una cosa diversa, e il terrorismo è vietato dalla religione. L’Europa, prendendo questa decisione, si mette in contrasto con questa parte della popolazione in questa regione, Hezbollah e tutti quelli che la sostengono”. In Libano Hezbollah tralaltro gode di ampio credito nella popolazione, e molti analisti credono che non sia casuale che questa decisione dell’Ue arrivi proprio ora che i miliziani di Hezbollah stanno partecipando attivamente alla guerra civile siriana affianco alle truppe di Assad. Per essere definiti “terroristi” più che fare attentati basta schierarsi dalla parte ritenuta “sbagliata” dalla Casa Bianca.

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