Ue. L'olio tunisino e l'ennesimo schiaffo all'ItaliaTribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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Ue. L’olio tunisino e l’ennesimo schiaffo all’Italia

 

La decisione dell’Ue è arrivata, come al solito dall’alto e mascherata da manovra “umanitaria”, peccato che la decisione di importare senza dazi 35.000 tonnellate aggiuntive di olio d’oliva tunisino in Ue se da un lato aiuta la Tunisia, paese effettivamente in difficoltà, dall’altro rischia di rovinare il settore agricolo italiano già duramente provato e in ginocchio.Per non parlare dell’aumento di frodi e danni per i consumatori. 

Ben 35.000 tonnellate aggiuntive di olio d’oliva senza dazi nel mercato dell’Ue, questa la decisione di Strasburgo per tendere la mano alla Tunisia, paese amico nella lotta al terrorismo che a detta dell’Ue andrebbe quindi aiutato. E fin qui, ovvero sul fatto che la Tunisia debba essere aiutata, siamo tutti d’accordo. E’ il come se non altro a lasciare perplessi dal momento che questa decisione affossa ulteriormente il settore agricolo italiano e Mediterraneo, aumentando nel contempo il rischio di contraffazioni per i consumatori. Non è dunque sorprendente che il settore agricolo si sia mobilitato subito contro l’ennesima decisione presa dal Parlamento Europeo e imposta nei singoli paesi senza alcun dibattito preliminare. Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, ha quindi alzato i toni: “Il Parlamento Europeo approva una norma assolutamente sbagliata. E” impensabile pensare di aumentare di 35 mila tonnellate l’anno, l’ingresso di olio dalla Tunisia a dazio zero” (Fonte Repubblica)ma la sensazione è che come al solito nessuno lo ascolterà. Non solo, Moncalvo ha anche ricordato come questa norma non aiuterà i produttori tunisini e danneggerà notevolmente quelli italiani sia nell’anno corrente che per il 2017. Gli eurodeputati italiani sono riusciti a malapena a ottenere l’obbligo di tracciabilità per l’olio tunisino e un impegno generico a medio termine dell’Ue di valutare i danni ai produttori europei, decisamente troppo poco, pochissimo. La cosa grottesca è che la critica a tutto questo venga lasciata all’estrema destra di Salvini, che ovviamente aumenterà i propri consensi dal momento che gli italiani che rischiano di subire un tracollo economico a causa di queste scelte esistono, e finiranno inevitabilmente da lasciarsi sedurre dalla sua dialettica violenta. E infatti sembra quasi che oramai una certa politica italiana abbia rinunciato a far valere gli interessi del nostro Paese a livello europeo, certificando che i paesi Mediterranei non contano quanto quelli del Nord Europa. Ben non si capisce come mai il nostro governo non metta al primo posto la difesa delle eccellenze italiane scagliandosi contro le contraffazioni che utilizzano il nome “mafia” impunemente per promuovere prodotti alimentari che non centrano assolutamente nulla con il nostro Paese. La sensazione è che in qualche modo si voglia colpire il Mediterraneo e la sua cultura,  e lo si fa ad esempio permettendo che fiorisca il business di marchi che scimmiottano l’Italia. Se l’obiettivo è aiutare la Tunisia come mai non si decidono delle mosse pratiche da parte dell’Ue per aiutare il governo di Tunisi? Perchè aiutare la Tunisia significa impoverire il settore agroalimentare italiano? E soprattutto se l’Ue non ci rispetta, non rispetta le nostre peculiarità e la nostra tradizione e vuole persino imporci cosa coltivare e cosa mangiare, siamo sicuri che ci convenga continuare a farne parte?

Tribuno del Popolo

 

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