Ue neoliberista e populismi, due facce della stessa medagliaTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Ue neoliberista e populismi, due facce della stessa medaglia

Siamo di fronte a un quadro, quello creatosi dopo il Brexit, nel quale c’è chi esalta l’Ue definendola una “casa comune”, Renzi, Hollande e Merkel, e chi come Farage, Le Pen e soci vorrebbe tornare agli Stati nazione. Bisognerebbe avere il coraggio di dire che sono proprio le folli politiche neoliberiste dell’Ue che hanno causato la nascita di movimenti populisti di estrema destra. Ma non si illudano coloro che pensano che uscire dall’Ue sia una “rivoluzione”.

Quando abbiamo visto Matteo Renzi, Hollande e la Merkel lanciare i soliti appelli retorici a favore dell’Unione Europea abbiamo in parte capito come mai sia così forte il risentimento popolare nei confronti di una organizzazione che somiglia sempre di più a un Moloch burocratico e ideologizzato, laddove l’ideologia dominante è rappresentata però da quella del neoliberismo.  In anni di tagli totali al welfare che hanno distrutto un paese come la Grecia nell’indifferenza generale, i vertici europei hanno perso ogni credito e sono diventati al punto distaccati dai bisogni dei cittadini da fomentare movimenti di protesta e di rabbia populistica di estrema destra. Viene quindi quasi da pensare che siano proprio le scelte economiche e sociali dell’Ue che hanno permesso alle destre nazionaliste di crescere, al punto che sembra quasi che qualcuno a Bruxelles le abbia letteralmente provate tutte per screditare l’Unione Euorpea e rafforzare i movimenti xenofobi. La nostra provocazione è presto detta: siete tutti sicuri che quei poteri adeguatamente rappresentati dall’Unione Europea non continueranno a trovare rappresentanza anche con il ritorno agli Stati-Nazione?

Certo, a essere pragmatici il fatto che la Gran Bretagna esca dall’Europa e ponga le premesse per il collasso dell’Ue è di per sè positivo e questo perchè l’Unione Europea non solo è diventata ormai irriformabile ma è anche profondamente ingiusta. Grande è dunque la situazione sotto il cielo, la situazione è eccellente, come disse Mao Tze Tung, eppure forse la politica di austerità in salsa tedesca e neoliberale serviva esattamente ad aprire la strada al populismo di destra, anzi forse servivano degli shock per fare accettare ai satolli cittadini della democrazia occidentale lo smantellamento totale dei propri diritti. Dunque bisognerebbe ribadire con forza che l’Unione Europea è un qualcosa da stralciare e abbandonare immediatamente, ma senza avere un piano su cosa fare dopo non sarebbe semplicemente un ulteriore regalo effettuato a quei potentati che per più di vent’anni si sono arricchiti sulle spalle dei cittadini europei? Senza una adeguata organizzazione e soprattutto senza una adeguata comprensione degli interessi di classe che ispirano i movimenti sociali, la sensazione è che sarà sempre il capitale ad avere la mano sul coltello, con o senza Ue.

Tribuno del Popolo

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