Ue. Parigi tira la corda e dice "no" all'Austerity, ma la Merkel non ci staTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Ue. Parigi tira la corda e dice “no” all’Austerity, ma la Merkel non ci sta

La Francia di Hollande ha deciso di sfidare l’Ue e la Germania annunciando il rifiuto dell’austerity “per rimettere il Paese sulla strada giusta”. A questo fine Parigi ha annunciato una manovra che prevede di portare il deficit al 4,4%, ovvero oltre il tetto del 3% di Maastricht. E’ l’inizio dell’implosione?

Angela Merkel non poteva certo prendere bene che la Francia, il secondo paese per importanza dell’Europa, annunciasse di sforare il deficit del 3% portandolo al 4,4% al fine di dare fiato all’economia francese ammalata d’austerity. Lo ha confermato il ministro dell’Economia parigino, Michel Sapin, che ha presentato la Finanziaria 2015 che ha fatto drizzare i capelli all’Ue e alla Germania. Chiaramente la Merkel ha subito sbraitato che la crisi non è ancora alle spalle e che “ I Paesi devono fare i loro compiti per il loro benessere“, una frase allucinante dal momento che finora il benessere con le politiche di austerity è l’unica cosa che è andata via rispetto agli anni precedenti. Del resto anche il premio Nobel all’Economia Stiglitz ha recentemente ribadito il fallimento delle politiche di austerity, ma si sa, a Bruxelles e Berlino hanno altre idee. Anche l’Ue ha subito lanciato un monito alla Francia, ma da Parigi non sembrano disposti a negoziare dal momento che sostengono di aver preso questa decisione a causa delle circostanze economiche del Paese: “Nessun ulteriore sforzo sarà richiesto alla Francia, perché il governo, assumendosi la responsabilità di bilancio di rimettere sulla giusta strada il Paese, respinge l’austerità”. Secondo molti Hollande avrebbe preso questa decisione per cercare di guadagnare consensi dopo che negli ultimi mesi aveva perso la simpatia della maggioranza dei francesi, sempre più sedotti dalle sirene della Le Pen. Chiaramente in Italia un governo avveduto cercherebbe di accodarsi a Parigi dal momento che sforare il deficit al 3% farebbe comodo eccome anche a Roma, eppure Renzi, pur dicendo di essere dalla parte della Francia, si guarda bene dal prendere misure analoghe. La sensazione comunque è che nel cuore dell’Europa si stia creando ormai una linea di faglia in grado da creare le premesse per l’implosione dell’Europa.

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