Ue-Turchia, "Il bue che dice cornuto all'asino"Tribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Ue-Turchia, “Il bue che dice cornuto all’asino”

Gli eurodeputati hanno condannato l’eccessiva violenza della polizia turca contro i manifestanti, ma Erdogan rimanda ogni accusa al mittente.

Photo Credit (AFP Photo / Ozan Kose)

Guardando alle violenze della polizia turca contro i manifestanti tra Istanbul e Ankara si prova, senza dubbio, un forte sentimento di risentimento e di rabbia. Anche gli eurodeputati l’hanno pensata così dal momento che hanno condannato l’eccessiva violenza della polizia turca, facendo però scatenare la rabbia del premier turco Erdogan, che ha duramente criticato la risoluzione presentata contro di lui. “Non accetto, non riconosco la decisione che ha preso il Parlamento europeo su di noi. Coloro che hanno preso questa decisione dovrebbero prima guardare la Grecia. La Turchia è solo un paese candidato, non è uno stato membro. Come potete prendere una simile decisione?”, ha dichiarato Erdogan rispondendo in modo chiaro alle accuse formulate contro di lui.

Per la relatrice al Parlamento Ria Oomen-Ruijten sarebbe necessario aprire soprattutto i capitoli sul sistema giudiziario e i diritti umani:
L’Europa dovrebbe trarre una lezione da quel che sta succedendo e dovrebbe aprire questi due capitoli. Perché questo definirebbe un quadro per la Turchia definendo i limiti entro cui reagire”. La risoluzione europea invita la Turchia a rispettare la libertà di espressione. I deputati hanno espresso apprezzamento per il ruolo conciliante del presidente Gul, mentre hanno criticato la posizione rigida di Erdogan, suscitando l’irritazione del premier.

Beninteso, noi ci allineiamo perfettamente alle parole degli eurodeputati, peccato che, a differenza loro, ne vediamo distintamente l’ipocrisia. Ha ragione Erdogan quando dice che le manifestazioni nel resto d’Europa e del mondo vengono represse allo stesso modo e con la stessa brutalità, ma nell’indifferenza dei media. Anche nella “democratica” Italia infatti, in passato la polizia ha represso ogni dissenso senza alcun ritegno, sparando lacrimogeni altezza uomo e caricando i manifestanti; peccato che però in quel caso nessuno in Europa si sia sognato di esecrare l’atteggiamento del governo italiano. Per questo non si preoccupi più di tanto il “sultano” Erdogan, trattando in questo modo il dissenso dimostra di possedere tutti i crismi per far parte a tutti gli effetti dell” “Occidente”.

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