Ue. Varato piano di crescita da 120 miliardi. Monti fa passare lo scudo anti-spread | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Ue. Varato piano di crescita da 120 miliardi. Monti fa passare lo scudo anti-spread

Nel corso dell’ultimo summit europeo cominciato a Bruxelles ieri è stato deciso di varare 120 miliardi di euro per riattivare la crescita e aiutare i paesi più vulnerabili nella zona euro.  Monti ha portato a casa anche lo scudo anti-spread, dando così il via alla ricapitalizzazione delle banche.  Per farlo ha dovuto minacciare il veto sul piano di crescita insieme a Mariano Rajoy e Hollande.

Alla fine nel corso del summit europeo di Bruxelles i funzionari dell’Ue hanno deciso di spendere ben 120 miliardi di euro per riattivare la crescita in tutto il continente, una conditio sine qua non per la ripresa economica. L’annuncio è stato dato nel corso dell’ultimo summit europeo con il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, che ha dato la notizia nel corso della conferenza stampa di giovedì.  Nella notte poi c’è stata una svolta ulteriore al termine di un enogiziato durato oltre 15 ore. Alla fine quindi i cosiddetti “grandi” hanno trovato un’accordo sullo scudo anti-spread fortemente voluto dall’Italia.  I leader Ue hanno quindi approvato le linee guida riguardo al meccanismo per stabilizzare i mercati e proteggere i singoli paesi dalla speculazione finanziaria. Secondo l’accordo dunque, il fondo salva-stati dell’Unione dovrebbe intervenire in maniera automatica nel caso in cui gli spread di una nazione superassero una determinata soglia.  Per riuscire a ottenere tutto ciò però, Mario Monti ha dovuto minacciare il veto sul piano dei 120 miliardi per vedere premiate le proprie rivendicazioni. Dalla parte di Monti peraltro c’erano anche la Spagna, e la Francia di Hollande, tutte unite nel mettere un freno allo spread. Lo “scudo” dovrebbe quindi scattare dopo la firma di un memorandum con Bruxelles, senza però obblighi di riforme come nel caso di Atene. L’Europa però è divisa ormai lungo linee di faglia Nord-Sud. Tutto il Nord Europa infatti, con Germania, Finlandia e Olanda in primis, vorrebbe che il Consiglio Europeo si limitasse ad approvare il piano per la crescita di 120 miliardi e quello per riformare l’Ue. Italia, Spagna e Francia invece non possono permettersi di perdere tutto questo tempo, sapendo perfettamente che senza un intervento immediato ed energico i mercati potrebbero punire Roma, Madrid e Parigi. Così, proprio mentre Balotelli “purgava” i tedeschi in quel di Varsavia, un altro Mario, questa volta Mario Monti, poneva il veto sull’intero pacchetto Europa, comprese le misure sulla crescita che pure aveva accettato e portato avanti fino a venerdì scorso; anche Rajoy lo ha imitato dando corpo al sodalizio “mediterraneo” contro la prepotenza nordica. La Merkel è rimasta quindi di stucco, così come gli altri “falchi” dell’Europa del Nord.

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