Un Erasmus da 14 miliardi di euroTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Un Erasmus da 14 miliardi di euro

L’UE investe 14 miliardi nel programma Erasmus che fa viaggiare gli studenti europei. Cinque milioni di universitari dal 2014 al 2020 potranno godere di tanti servizi in più nella loro esperienza all’estero, come un sistema di microcredito e prestiti agevolati.

Fonte: Oltremedianews

Sogno di tutti gli studenti, strofinatore di cervelli di culture diverse, grande occasione per approfondire non solo le materie della propria facoltà in un’altra lingua ma anche il funzionamento della vita, quella vera, in un luogo dove non si è nati. Il programma Erasmus dal 2014 diventa “plus” perché l’Europa ha deciso di investire più soldi nonostante le difficoltà degli ultimi anni, che avevano addirittura fatto ritirare alcuni paesi dal progetto.Lo scorso martedì 5 novembre la commissione Cultura di Bruxelles ha deciso di scommettere ancora sugli “studenti viaggiatori” e stanziare 14 miliardi non solo sulle università ma anche per volontariato e tirocinii.

Sotto l’ala di questo budget verranno unificate le iniziative Erasmus (studenti universitari), Leonardo (formazione professionale), Grundtwing (istruzione degli adulti) e Comenius (programma settoriale per scuole secondarie) così da riuscire a connetterle meglio e creare una burocrazia di partenza più snella.

Ma andare per sei mesi o un anno all’estero costa. Uno studente deve trovare una casa senza neanche essere sul posto, deve sapersi muovere nei locali non turistici se non vuole essere letteralmente spennato e poi c’è l’abbonamento ai mezzi, l’aereo per tornare per Natale a casa; insomma le spese da sostenere si moltiplicano per n volte rispetto allo studio in casa. La grande novità dal 2014 è un accesso alle borse di studio per 5 milioni di ragazzi, numero molto maggiore di quello passato. In base al reddito e alla media scolastica si può richiedere un prestito fino a 12.000 euro in un anno, il che permette una vita quasi lussuosa a seconda della città nella quale si va a studiare. Forse non a Londra, ma a Valencia o ancora a Varsavia o nell’Est Europeo un Erasmus, con quel prestito, può sentirsi coccolato.

Una critica forte dunque a quei paesi come la Spagna che, per affrontare la crisi, volevano tagliare proprio sul progetto Erasmus. Non c’è miglior modo per arricchire mentalmente i giovani che fra qualche anno, avranno in mano il loro paese, l’Europa, il mondo e questo la Commissione Cultura Europea lo sa bene. Speriamo che lo sappia anche l’aula parlamentare che deve dare il sì definitivo. Circoleranno più borse di studio e, di conseguenza, più idee.

Veronica Di Benedetto Montaccini

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