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giovedì , 19 gennaio 2017
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Un mondo di liberi schiavi

La libertà è diventato un valore assoluto, peccato che il mondo attuale ci mostri come la libertà senza giustizia sociale altro non sia che una società censitaria. La libertà, sulla carta concessa a tutti, assume valore solo tramite il denaro. E quello non appartiene a tutti..

La libertà è un valore assoluto, e su questo non si transige. Ma se la libertà non ha come base l’eguaglianza e la giustizia sociale si traduce solamente in un sigillare lo status quo. Il motivo? Semplice, sulla carta oggi siamo tutti uomini e donne liberi ma la nostra libertà se non è accompagnata dal patrimonio è solo teorica. Gli schiavi di Rosarno che vivono appunto come schiavi in realtà sono uomini liberi, ma loro condizione miserabile, il loro essere privi di denaro, li rende appunto schiavi de facto. La libertà dunque rimane un concetto vuoto, e anche un pò beffardo, in quanto diventa realtà solamente per quella ristretta elite di persone che possiede il denaro per fruirne. Insomma si va verso un mondo di liberi schiavi, un mondo affascinato da modelli di libertà e dal sogno di poter diventare chiunque ma che deve convivere con la realtà che vede sempre più persone prive di lavoro e quindi dei mezzi per godere di questa famosa “libertà”. Spesso questa libertà diventa solo il poter fuggire via lontano, abbandonando la propria casa per accettare una vita da schiavi, liberi ma schiavi appunto. Perchè dover vivere dodici ore sotto al sole per trenta euro è schiavitù, così come è schiavitù passare da un lavoro precario all’altro senza avere nemmeno la possibilità di acquistare una casa. Il nodo quindi è che accanto alla giusta richiesta di libertà bisognerebbe avanzare anche una richiesta di giustizia sociale e di uguaglianza. Solamente quando i mezzi di produzione verranno socializzati e quando la ricchezza verrà redistribuita allora tutti saranno in possesso dei mezzi per godere di una reale libertà. E forse in questo senso si potrebbe dare lettura della massima di Lenin: “La libertà è un bene prezioso, talmente prezioso che va razionato”. Sulla carta potrebbe sembrare un assunto totalitarista e dittatoriale ma guardando la frase da un’altra ottica si potrebbe obiettare che senza porre un freno alla libertà assoluta, che è anche la libertà dei più forti di soggiogare i più deboli, non si potrà mai ottenere una reale libertà per tutti, ma solo per qualcuno, per i moderni “patrizi” che diventano nobili non di sangue ma per pecunia.

Tribuno del Popolo

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