Un nuovo passo nell'ingerenza e nell'aggressioneTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Un nuovo passo nell’ingerenza e nell’aggressione

La decisione della Federazione Russa di appoggiare militarmente la Siria, di fronte alla brutale aggressione operata da gruppi che sono usati per spargere la morte, l’orrore e la distruzione ha contribuito a mettere in evidenza l’inganno e la doppiezza degli USA e dei loro alleati della NATO nel Medio Oriente, i quali, pur annunciando di “combattere il terrorismo”, in realtà lo promuovono, finanziano e armano – come accade con tutta la pletora di gruppi armati che attualmente si aggregano attorno al cosiddetto “Stato Islamico”.

Nel frattempo, la premeditata e grave provocazione attuata dalla Turchia con l’abbattimento di un aereo militare della Russia in Siria – tanto più, quando le autorità russe affermano che questo non ha violato lo spazio aereo della Turchia –, assume un significato chiarificatore e pericoloso, che mette in evidenza il sostegno e l’apporto della Turchia all’azione terrorista dei gruppi armati in Siria e che solleva la questione di fino a dove l’imperialismo è disposto a spingersi davanti all’ostinata resistenza e lotta del popolo siriano in difesa della sua sovranità, dell’indipendenza e integrità territoriale del suo Stato.

Si ricordi che la Turchia che ha abbattuto l’aereo militare russo, a suo dire per violazione del proprio spazio aereo, è stata ed è tra i più acerrimi difensori dell’imposizione di una cosiddetta “zona di esclusione aerea in Siria” – simile a quella che fu imposta alla Libia, con i risultati che si conoscono. Si deve registrare anche la complicità e la copertura data dalla NATO a questa azione della Turchia.

Se ci chiediamo quali degli alleati degli USA – dalla Francia a Israele, dal Regno Unito alle dittature del Golfo – abbia svolto, nel corso degli ultimi cinque anni, il ruolo centrale nell’operazione di destabilizzazione e aggressione alla Siria e al suo popolo, certamente, la Turchia  assume quello primario. Dal primo momento, la Turchia – membro della NATO –, ha operato attivamente ingerenze nella situazione della Siria, non rispettando, in fin dei conti, quel diritto internazionale che ipocritamente invoca.

La Turchia, a somiglianza di altri paesi, è stata utilizzata per servire da base e dare supporto ai diversi gruppi armati – di cui fanno parte migliaia di mercenari – a cui è stata attribuita la realizzazione dell’obiettivo della distruzione dello Stato siriano e del saccheggio delle risorse e del patrimonio del suo popolo. Un gigantesco saccheggio che, alimentando ogni genere di traffici, e avendo nella Turchia il loro recettore, è una delle fonti di finanziamento dei gruppi armati. Saccheggio e finanziamento che sono stati denunciati dal presidente della Federazione Russa nel recente Vertice del G20 che si è svolto proprio in Turchia.

Di fronte alla resistenza della Siria e all’appoggio concertato di Russia, Iran e Iraq alla sua lotta, in conseguenza degli attentati di Parigi e con il pretesto della lotta al gruppo “Stato Islamico”, si registra un nuovo passo nell’ingerenza e aggressione dell’imperialismo contro la Siria che mira ad imporre la sua spartizione, mettendo in causa la sua integrità territoriale – a somiglianza di quanto era accaduto con l’aggressione all’Iraq e alla Libia.

Ciò significa, al contrario della fine dell’appoggio politico, finanziario e militare diretto o indiretto ai gruppi terroristi e della loro strumentalizzazione per aggredire la Siria e l’Iraq e destabilizzare la regione, che gli USA e i loro alleati insistono nella strategia di guerra contro tutti coloro che non si sottomettono ai progetti dell’imperialismo. Una scalata bellicista che se non sarà fermata e sconfitta, significherà nuovi pericoli e tragiche conseguenze per i popoli, in particolare del Medio Oriente.

Come il PCP ha evidenziato, la fine della scalata della violenza, che minaccia di trascinare il popolo della Siria a un ancor maggiore disastro, esige il rispetto della sua sovranità e indipendenza nazionali e non nuove avventure belliciste, da cui il Portogallo, nel rispetto della sua Costituzione e della Carta delle Nazioni Unite, deve risolutamente svincolarsi e fermamente condannare.

di Pedro Guerreiro* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

* Pedro Guerreiro fa parte della Segreteria del Partito Comunista Portoghese

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