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mercoledì , 18 ottobre 2017
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Un uomo in vendita

Gerard Depardieu ha raggiunto il suo agognato scopo: pagare meno tasse. Ne pagherà il 13% in Russia paese del quale è appena diventato cittadino grazie ad un provvedimento firmato dallo stesso Putin. Finisce così la vicenda fiscale dell’attore, ma non si placano le polemiche.

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Fonte: Oltremedianews.it


 Da oggi chiamatelo Depardiov o più semplicemente minable (miserabile), appellativo che gli era stato “regalato” dal premier francese Jean-Marc Ayrault. Stiamo parlando del personaggio di copertina delle ultime settimane dell’anno appena trascorso e di questi primi scorci di 2013, Gerard Depardieu. Ebbene, dopo essersi proposto alle cancellerie di mezza Europa in nome di una presunta vocazione europeista sciorinata a destra e a manca, l’attore ormai apolide ha finalmente trovato una nuova casa pronta ad accoglierlo, con tutto il suo bel patrimonio milionario s’intende, la tanto amata madre Russia.

La notizia è di questa mattina: il presidente russo Vladimir Putin avrebbe personalmente firmato un decreto con cuiDepardieu sarà riconosciuto cittadino russo. E giunge dopo alcune settimane in cui l’attore aveva mosso una specie di crociata contro l’elevata tassazione promossa in Francia dal governo Hollande, reo, secondo l’ex-francese, di averlo prima “defraudato” con una tassazione vicina all’85% del suo reddito milionario, e poi di averlo offeso definendo miserabile la sua scelta di trasferirsi in Belgio dove avrebbe pagato meno tasse.

“Si, ho depositato una domanda per ottenere il passaporto russo e mi fa piacere che sia stata accettata. Io amo il vostro Paese, la Russia, il suo popolo, la sua storia, i suoi scrittori” il primo commento affidato da Depardieu ad una emittente televisiva una volta appresa la sua nuova nazionalità. Parole che però somigliano molto a quelle che avevano accompagnato la sua dichiarata intenzione di prendersi la cittadinanza italiana, e prima ancora quella di trasferirsi in Belgio. “Mio padre mi ha insegnato ad essere anzi tutto un cittadino europeo” si era giustificato l’artista; chissà cosa avrebbe pensato ora che Depardieu sarà cittadino russo.

Esilia così uno dei miti dell’epoca d’oro del cinema francese, un personaggio controverso che per fama ha travalicato i confini transalpini, ha goduto di popolarità anche oltreoceano. Le sue interpretazioni nei celeberrimi Green Card, Police, Cyrano de Bergerac sono ancora vive nell’immaginario collettivo europeo e non solo. Un idolo soprattutto popolare, Depardieu, difficile a dirlo oggi, è un ex-comunista; da sempre infatti ha accompagnato la sua attività artistica ad un forte impegno politico, spesso al fianco del PCF di cui era noto finanziatore. Arricchitosi nel tempo, l’attore francese è finito per cessare di essere quell’idolo della sinistra per passare dalla parte opposta, avvicinandosi all’UMP. Ex-comunista, quindi, per qualche tempo ex-attore visto che a fasi alterne Depardieu fa parlare di se più per i suoi eccessi che per i suoi recenti meriti artistici, ex-marito, e da oggi anche ex-francese.

Rimane l’uomo, con i suoi eccessi da divo, sempre meno simpatici man mano che l’età avanza, la crisi economica incalza, e man mano che essi avvengano sempre più spesso su lussuosi yacht in sfregio a chi oggi non ha lavoro. Rimane l’imprenditore, con i suoi affari milionari, con la sua casa parigina da 50milioni di euro, la sua passione per il vino e, almeno questo, le 80 anime che per le sue aziende hanno lavorato. Resta quell’immenso talento innato che da sempre ha caratterizzato e reso indimenticabili le sue interpretazioni.

Svanisce però per sempre il mito di quell’uomo che era stato capace di dare un volto ad Olmo Dalcò, il partigiano contadino che nel celebre film Novecento di Bernardo Bertolucci aveva lottato per una vita contro il fascismo e per il riscatto degli ultimi. Svanisce quel mito dietro quelle insulse polemiche circa l’elevata tassazione imposta da Hollande, polemiche mosse da chi vive nel lusso e da chi sbatte la porta e rinuncia alla cittadinanza di un Paese che lo ha reso grande pur di non finanziare le casse di una Nazione costretta altrimenti a tagliare risorse destinate ai più deboli. Fuoriesce dall’olimpo dei grandi del cinema e non solo quel grandissimo attore che per anni ha incarnato la Francia nel mondo e che da oggi vivrà il suo esilio dorato in un Paese dove i super ricchi pagano una tassa del 13% e dove, checché ne dica il signor Depardieu,la democrazia è purtroppo pura utopia.

Adieu Depardiov, senza rancore.

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