Una Carovana per abbattere le discriminazioniTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Una Carovana per abbattere le discriminazioni

In un momento di forte tensione sociale la Carovana europea dei diritti e della dignità sfila a Roma per chiedere eguaglianza e giustizia sociale nei confronti dei migranti. Venerdì 14 novembre sarà in corteo dalle 10 con lavoratori e precari per lo Sciopero sociale, alle 14 appuntamento a Piazza Montecitorio.

Fonte: Oltremedianews

La giornata di Venerdì fa parte di una tre giorni di mobilitazione e dibattito per la libertà di lavoro e residenza in Europa che  si svolgerà nella sede romana dell’USB e si concluderà il 16 novembre con un assemblea plenaria a ESC.

La Carovana Europea nasce su proposta dei rifugiati e migranti dell’Italia, ed è promossa dalla Coalizione Internazionale dei Sans papiers e Migranti (Europa) composta da richiedenti asilo, rifugiati, migranti e sindacati conflittuali, cittadini europei che lottano per il rispetto dei valori universali di eguaglianza e di giustizia sociale e contro le pratiche di detenzione, d’isolamento e di espulsione dei migranti o richiedenti asilo.

All’inizio di quest’estate la Carovana si è messa in viaggio verso Bruxelles per portare avanti la lotta e chiedere diritti e dignità dove attualmente si propongono solo respingimenti. L’Unione Europea continua a voltare le spalle all’immenso problema migratorio, limitandosi a mettere l’uno su l’altro i mattoni di una fortezza. Anche coloro che hanno lo status di rifugiati politici sono costretti a vivere nelle miserie della discriminazione quotidiana e della povertà, accolti con riluttanza e poi ignorati ed isolati in squallidi centri d’accoglienza.

I risultati di queste politiche miopi li stiamo vivendo sulla nostra pelle, per le strade delle nostre città, dove ci dovrebbero essere percorsi di integrazione c’è il solito lassismo delle istituzioni che preferisce allontanare il problema fino al momento in cui non diventa tragedia. Persino Roma che è stata Caput Mundi di un impero multietnico deve assistere alle barbarie di Tor Sapienza, Casal Bertone e Tor Pignattara. La rabbia accecata dei cittadini nei confronti dello straniero, in un’epoca in cui per tutti i trascorsi storici di razzismo non dovrebbe essercene nemmeno traccia, è sintomo di un sistema gravemente malato.

Di cui i primi untori sono coloro che hanno eletto la cittadinanza a privilegio creando confini tra gli essere umani, inventando criteri di selezione discriminatori tra chi è può passare la linea e chi meno. Arrogandosi il diritto di decidere chi è degno di vivere e chi invece deve penare per sopravvivere.

Pensare un’Europa senza discriminazioni non può essere un’utopia, deve essere il punto di partenza di una società evoluta.

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Giulio Morucci 

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