Una legge elettorale autoritaria e pericolosaTribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Una legge elettorale autoritaria e pericolosa

La legge elettorale proposta dal duo Renzi-Berlusconi è una legge da “duopolio fascistoide” (peggio di quella americana) che escluderebbe da ogni rappresentanza parlamentare formazioni politiche o coalizioni con 2-3 milioni di voti, grazie a sbarramenti elettorali del 5-8% (e che con piccoli collegi elettorali arrivano nei fatti a sbarramenti del 15-20%, pari a circa 7-8 milioni di voti). A meno che gli altri partiti non si sciolgano e confluiscano nei due partiti maggiori.

Fonte: Marx21.it

Peggio delle leggi elettorali fasciste che portarono Mussolini e Hitler al potere, nelle quali rimaneva un margine di proporzionalità che qui scompare totalmente.

Con uno sbarramento al 12% per le coalizioni (5% per i partiti che ne fanno parte) e 8% per i partiti che si presentano da soli, vi sarebbero diversi milioni di persone senza rappresentanza parlamentare.

Se poi si considera che oggi l’astensionismo (contando anche le schede bianche e nulle) oscilla tra il 30 e il 40%, a seconda delle elezioni, si può ben dire che, con il premio di maggioranza, un partito con il 18-20% del totale degli elettori aventi diritto, avrebbe la maggioranza assoluta dei seggi e governerebbe il paese da solo. E la nuova legge che abolisce il finanziamento pubblico, lascerebbe in campo solo i partiti finanziati dai miliardari, come negli Stati Uniti.

Più che una democrazia borghese e liberale, assomiglia ad una semi-dittatura, fondata sulla ricchezza e sull’imbroglio.

E’ una bella lezione per quanti continuano a illudersi che con un PD guidato da Renzi sia possibile un accordo anche solo sul terreno della democrazia borghese parlamentare.

Da oggi non si potrà più dire nemmeno che la leadership del PD rimane almeno sul terreno della democrazia liberal-borghese parlamentare. Neanche quella..

Penso che i comunisti e le forze di sinistra che non vogliono morire o confluire penosamente nel PD, devono avere il coraggio di mettere nel conto che per lunghi anni potremmo andare incontro ad un quadro istituzionale autoritario, in cui comunisti e sinistre potrebbero essere esclusi durevolmente dalle istituzioni parlamentari nazionali.

Ciò significa anche porsi il problema di come reperire le risorse materiali e finanziarie per sostenere l’organizzazione di un grande lavoro di radicamento nel conflitto sociale, per sostenere l’iniziativa politica, di informazione, di formazione, che sono indispensabili per non esistere in modo testimoniale in una società moderna. Un problema grande come il mondo.

di Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top