Una nuova “caccia alle streghe” anticomunista si preannuncia nell'Europa orientaleTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Una nuova “caccia alle streghe” anticomunista si preannuncia nell’Europa orientale

Un altro pericolosissimo passo nella campagna di criminalizzazione dei comunisti e degli ideali comunisti nel nostro continente si compie con la nuova iniziativa promossa dal governo dell’Estonia e fatta propria da quasi tutti i governi dei paesi dell’Europa orientale, tra cui quello golpista dell’Ucraina.

Della proposta di istituire una commissione internazionale di indagine sui “crimini del comunismo”, secondo quando afferma K. Taysaev, vicepresidente di una commissione parlamentare russa, si sarebbe discusso anche nella recente riunione di tutti i ministri della giustizia dell’Unione Europea.

La proposta della creazione di un organismo internazionale per l’indagine sui crimini del comunismo è stata illustrata il 23 agosto scorso a Tallin dal ministro della giustizia dell’Estonia Urmas Reinsalu. All’iniziativa avevano aderito Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Ucraina e Georgia.

Ora, la disponibilità di Romania e Bulgaria ad aderire a questo lavoro è stata manifestata nel corso di un incontro dei ministri della giustizia dei paesi dell’Unione Europea in Lussemburgo.

La valutazione dei crimini del passato rappresenta la garanzia per impedire la motivazione ideologica di futuri genocidi”, – ha dichiarato Reinsalu, illustrando ai colleghi dell’UE l’iniziativa e proponendo una stretta collaborazione a riguardo.

Il vicepresidente del Consiglio Centrale dell’Unione dei Partiti Comunisti-PCUS (UPC-PCUS) Kazbek K. Taysaev così commenta: “Avevo già ricordato il mese scorso che i rappresentanti ufficiali di 8 paesi avevano appoggiato l’iniziativa dell’Estonia in merito all’istituzione di un gruppo internazionale di esperti per investigare “sui crimini del comunismo”. Ora, al reggimento degli inquisitori del comunismo che ha promosso questa iniziativa chiaramente provocatoria si sono aggiunti altri due stati, Romania e Bulgaria.

Ciò che sta avvenendo ora è la logica prosecuzione di uno dei postulati della “dottrina Eisenhower”, in base alla quale gli USA manifestavano la disponibilità delle truppe americane “a garantire e difendere l’integrità territoriale e l’indipendenza politica dei paesi, che hanno bisogno di aiuto contro l’aggressione bellica da parte di nazioni controllate dal comunismo”. Tale dottrina ha rappresentato il pretesto formale per la stesura, nel 1959, della “Dichiarazione per la liberazione dei popoli dalla prigionia”, indirizzata contro i paesi del campo socialista, in primo luogo contro l’URSS.

La sua natura anticomunista e la sua efficacia è stata sottolineata con una costanza sorprendente da tutti coloro che si sono succeduti alla presidenza degli USA, compreso chi è attualmente in carica. Tale piattaforma, che ha potuto avere attuazione in conseguenza dell’attuale situazione geopolitica, sta dominando la politica estera degli stati europei, che si muovono docilmente sulla scia degli interessi statunitensi. Sono le politiche americane a caratterizzare la totalità degli interventi e il vettore delle azioni anticomuniste dei paesi che hanno assunto docilmente il ruolo di vassalli di oltreoceano.

Come dimostra la storia, il risultato di questa politica è la violazione degli interessi dei popoli di questi stessi paesi, diventati ostaggio della strategia miope di un pugno di politicanti che si sono arrogati il diritto di parlare in nome dei propri popoli. E ancor più sorprende che lezioni di democrazia a tutti i popoli siano impartite proprio dai leader di paesi, il cui regime politico e statale non si differenzia molto dal modello autoritario.

Non facciano finta di non capire i rappresentanti di questi dieci paesi che, sostenendo il lavoro per il fondo per le indagini sui crimini del comunismo, rispondono al progetto geopolitico degli USA, a scapito delle loro relazioni con la Russia, a scapito dei propri paesi.

Io posso elencare i “crimini del comunismo”: la grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre in Russia, la costruzione di una società socialista in Unione Sovietica, la sconfitta del fascismo tedesco e del militarismo giapponese da parte del socialismo sovietico, l’uso dell’energia atomica per scopi pacifici, il crollo del sistema coloniale mondiale, la conquista dello spazio da parte dell’umanità, l’avvento della civiltà socialista su scala internazionale, la creazione delle basi per la rivoluzione tecnico-scientifica.

E’ in gran parte a causa di questi “crimini” che l’umanità ha nel corso del suo sviluppo ottenuto gli attuali successi. Anche i paesi europei che hanno appreso dall’esperienza dell’URSS a risolvere problemi sociali, culturali e di carattere umanitario. E ora conducono tentativi che scadono nel ridicolo allo scopo di invertire il corso dei processi storici e politici. Ma le idee di Marx e di Lenin non sono state cancellate e l’umanità prima o poi tornerà ad esse”.

Dichiarazione dell’Unione dei Partiti Comunisti-PCUS | da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma per Marx21.it

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