Una nuova "Ideologia" per battere il capitalismo ?Tribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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Una nuova “Ideologia” per battere il capitalismo ?

Mai come oggi il malcontento derivante dalle disuguaglianze del capitalismo sta sollevando discussioni e dibattiti su come costruire un sistema alternativo. Fino a oggi però nessuno è riuscito a opporre all’ideologia capitalistica un’altra ideologia totalizzante capace di unire i vari segmenti di lotta in un grande movimento potenzialmente di respiro mondiale. A mancare forse è la propulsione di una “nuova ideologia” che coniughi l’analisi marxista dei rapporti di produzione al mondo tecnologico e globalizzato in cui viviamo. 

Nel mondo della globalizzazione forsennata non c’è più spazio per i sogni. La “Fine della Storia” evocata all’indomani della caduta del Socialismo Reale da politologi quali Francis Fukuyama non è arrivata ma se non altro, questo bisogna riconoscerlo, si è assistito alla morte delle ideologie, o meglio di tutte le ideologie contrapposte e alternative rispetto all’ideologia dominante, quella del capitalismo, ovvero quel sistema di valori e idee che concede importanza solo al profitto in quanto parametro per misurare la “libertà” degli esseri umani. Si tratta dell’eterno scontro tra la categoria della “libertà” e quella della “giustizia” con la prima che dopo una dura lotta è riuscita a vincere sulla seconda, con i risultati che sono quelli che abbiamo sotto gli occhi. La libertà è assurto a unico mito fondativo di una società senza nessun altro valore dal momento che il “denaro” è diventato una sorta di Totem laico che serve anche a dividere coloro che valgono, ovvero coloro che possiedono il denaro, da coloro che non valgono. Ed è un modello vincente in quanto al posto che operare una divisione tra chi ha il denaro e chi no, finisce per unire tutti nel suo mito, convincendo anche coloro che sono esclusi dal benessere a vivere all’interno di una società che ti concede però il permesso di “sognare” di diventare un giorno ricco, ovvero di diventare qualcuno che conta, e quindi di essere “libero” di costruire da sè il proprio destino.

A ben pensarci il modello comunista è stato sconfitto proprio su questo piano, ovvero non ha saputo esercitare la stessa fascinazione della “libertà” sulle masse. E questo non è avvenuto perchè fosse inevitabile ma probabilmente per una serie di miopie ed errori umani che hanno finito per dare per scontato che le masse avessero un anelito di giustizia sociale in eterno, senza considerare che c’era un sistema contrapposto che lavorava per affogare questo senso di giustizia nel benessere. La soddisfazione di ogni volontà dell’individuo, dal sesso fino al possesso di beni di lusso, ha sostanzialmente soffocato ogni anelito di rivendicazione collettiva. La vita per la prima volta nella storia nel XX secolo in Europa e in Occidente ha cominciato a diventare tollerabile, il tempo libero aumentava così come la libertà individuale, e poco importa che molti diritti siano stati concessi proprio per evitare che le masse venissero fascinate dal socialismo.  Viceversa il comunismo ha commesso l’errore di sottovalutare l’avversario, un errore storico che ha portato il capitalismo ad arretrare per decenni concedendo alla società e ai lavoratori diritti che altrimenti non si sarebbe mai permesso di concedere; poi però, dopo aver resistito al colpo, ha affondato il suo mortale contrattacco.

Il capitalismo è bravo a mostrarsi altro da quello che è mentre il comunismo ha avuto il difetto dell’estrema sincerità. Facciamo un esempio: Il capitalismo mostrava se stesso come la patria della libertà, dei diritti individuali, del benessere, del divertimento viceversa facendo passare il comunismo per la negazione di tutti questi aspetti. Un gioco che ha avuto successo dal momento che i comunisti del XX secolo hanno commesso l’errore di fidarsi solo delle proprie idee pensando che la giustezza delle stesse fosse sufficiente a vincere la battaglia ideologica. Ma la “giustezza” delle proprie idee non basta quando l’altro sistema concorrente è disposto a mentire deliberatamente sui propri fini. Il capitalismo ha mostrato se stesso come il sistema che voleva “liberare” il mondo ma all’indomani della caduta del socialismo reale l’uomo non ha affatto conosciuto il benessere globale, le guerre non sono diminuite e anzi in molti hanno visto peggiorare il proprio tenore di vita mentre pochi lo hanno visto migliorare a vista d’occhio. Tutto questo non certo per dire che anche il “comunismo” dovrebbe cominciare a mentire, tutt’altro. Semmai bisognerebbe prendere atto che una ideologia totalizzante come il capitalismo, talmente connaturata nell’animo umano da fingere di non essere una ideologia , deve e può essere battuta solamente con una nuova ideologia che parta dal pensiero marxista per elaborare una nuova ideologia capace di rispondere al nuovo mondo globalizzato che ci troviamo di fronte.

Una ideologia che nutrendosi del pensiero di Marx e degli straordinari successi del comunismo nel XX secolo abbia il coraggio di partire dai quei presupposti per elaborare una “Nuova spinta propulsiva” e non una riproposizione di ciò che aveva avuto successo un secolo fa in un mondo molto differente. Le parole d’ordine e gli ideali da schierare al servizio dell’idea, che rimane immutata uguale a quella di Marx, ovvero quella dell’edificazione si una società che elimini lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, devono quindi essere adattati al mondo in cui si vive e devono partire dal contatto con la parte viva della società facendo i conti con il “Senso comune“. Il Senso Comune va fatto maturare lentamente non ci si può a esso contrapporre frontalmente pretendendo che persone asservite a decenni di turbocapitalismo si convertano sulla via di Damasco al marxismo.

Gb

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Un commento

  1. Ci ho provato. Sto anche provando a scrivere un libro molto più pop e a mettere su una start up in tal senso, ma se l’interesse è tanto magari come i primi che hanno iniziato a intraprendere questo viaggio si riesce a leggere “L’estinzione?” reperibile su feedbooks. Se si ha chiaro il contesto, si può anche saltare la parte narrativa e andare al “dialogo sopra i due massimi sistemi” lì contenuto.

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