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mercoledì , 29 marzo 2017
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Una “Rivoluzione Civile” per un vero cambiamento nel Paese

Le elezioni si avvicinano e la situazione del Paese è preoccupante. Il Pd insiste con il “voto utile” per scongiurare la vittoria di Berlusconi, ma a ben guardare ecco che cosa, secondo noi, sarebbe davvero utile per questo Paese…

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Le elezioni incombono e si sprecano gli appelli dall’una e dall’altra parte all’ormai famoso “voto utile”. Si chiede cioè di non disperdere i voti, e guardacaso su questo Pd e Silvio Berlusconi sono sulla stessa lunghezza d’onda. I partitini rappresentano il “vulnus” della democrazia così come viene interpretata dai partiti dominanti della società italiana in quanto rappresentano una mina vagante, il fattore imprevisto che potrebbe rompere le uova nel paniere sul più bello. Così chi “osa” voler proporre qualcosa di alternativo rispetto a ciò che viene ritenuto socialmente accettabile dai poteri forti della democrazia, diventa un fastidioso incomodo, magari da silenziare e isolare per evitare che turbi i sonni del bipolarismo accarezzato da Veltroni nel 2008. Il Parlamento dovrebbe rappresentare una fotografia della società reale, e non una fotografia ideale della società così come i poteri forti e i partiti dominante vorrebbero che fosse. Dal Parlamento, a ben guardare, i lavoratori e le persone comuni sono del tutto esclusi, dominano i liberi professionisti, o comunque personaggi affermati che hanno fatto in strada in politica probabilmente non certo per meriti o per impegno politico. Scopriamo l’acqua calda direte voi, e lo sappiamo, tuttavia non vogliamo rinunciare ad indicare con forza che è proprio lì il vulnus di questo Paese, in una classe politica che diventa autoreferente e ambisce a controllare dall’alto la società, decidendo ciò che è utile e ciò che è inutile. A conti fatti si intuisce quindi con nettezza come mai in molti ritengano la candidatura di Antonio Ingroia come “inutile”. Ai loro occhi lo è certamente perchè Rivoluzione Civile rappresenta in qualche modo l’unica vera novità della politica italiana. Rappresenta una fusione tra società e civile e partiti, una fusione che permette a entrambi di tirare fuori il meglio di sè, senza rivalità o ambiguità, mettendosi così realmente al servizio degli elettori. Saranno gli elettori infatti a decidere se dare un futuro a questa coalizione o meno, e soprattutto per la prima volta saranno coloro che hanno fatto politica per “passione” e per “idee” a impostare la campagna elettorale. I comunisti infatti, presenti nella coalizione con Pdci e Prc, sono fuori dalle istituzioni da anni, e migliaia di militanti continuano senza soluzione di continuità a lavorare a contatto con la gente, e lo hanno fatto non con il miraggio di auto blu e prebende, ma con il miraggio di contribuire con il proprio lavoro alla costruzione di una società migliore. Anche per questo motivo la Rivoluzione Civile potrebbe rappresentare un luogo di sintesi, una sorta di “nuovo Cln” dove le forze genuinamente contrarie al neoliberismo e all’austerity montiana possano realizzare un nuovo processo di sintesi politica in grado di formare una nuova classe politica, onesta e che non si vergogni del proprio passato e delle proprie idee. Affidandosi alla classe politica precedente siamo finiti nel baratro, e per quanto le colpe siano state quasi esclusivamente del centrodestra, la “sinistra” ha avuto la colpa gravissima di non essere riuscita a essere coesa, e quindi a rappresentare un’alternativa. Ancor oggi il Pd non ha voluto rispondere alla porta aperta lasciata da Ingroia, preferendo arroccarsi sulle posizioni di “primo partito” d’Italia, una posizione miope e arrogante che non tiene conto degli errori del passato, o che forse non può farlo, in fin dei conti. Pd e Monti, e lo diciamo con dolore, hanno bisogno uno dell’altro, non si spiegherebbe altrimenti la scelta del Pd di tenere lontana la Rivoluzione Civile. Letta del resto lo ha evidenziato con convinzione sostenendo che tra Pd e Ingroia ci sarebbero distanze incolmabili. Una frase molto grave perchè rende evidenti quelli che sono i limiti del centrosinistra italiano, un centrosinistra che non crede in sè stesso e preferisce farsi ricattare dal centro piuttosto che organizzare una reale alternativa a sinistra alle ricette draconiane di Monti e soci. Inoltre uno dei principali intenti della Rivoluzione Civile è proprio quella di riportare in Parlamento i lavoratori e le persone comuni, per poter davvero portare i loro problemi agli occhi di tutti. Per troppo tempo parlamentari hanno discusso del Paese come rinchiusi in una torre d’avorio, è giunta l’ora di prendere d’assalto i palazzi del potere in modo democratico. Così Bersani al posto di invocare il “voto utile” e di incolpare Ingroia di voler indirettamente favorire Berlusconi, dovrebbe invece chiedersi come mai Berlusconi ha recuperato così tanti voti in così poco tempo…E agli elettori diciamo: se sia Berlusconi che parte del Pd vogliono arrivare a uno scenario di bipolarismo all’americana, siete davvero sicuri che sia inutile votare Rivoluzione Civile?

Il Tribuno

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