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martedì , 17 gennaio 2017
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Un’altra Germania è possibile…il difficile cammino di Die Linke

Un’altra Germania è possibile…il difficile cammino di Die Linke

Martedì scorso abbiamo incontrato Gaby Zimmer, presidente del GUE/NGL.

Negli splendidi locali del centro García Lorca di Bruxelles (già sede del Partito Comunista di Spagna durante il franchismo), la leader dei “Left” ha commentato i risultati delle elezioni in Germania.

L’incontro si è rivelato molto interessante sia per quanto riguarda l’analisi del voto, sia per quanto riguarda le relative implicazioni a livello europeo.

La signora Zimmer ha espresso una soddisfazione molto contenuta per quel che riguarda il successo di Die Linke (in Italia staremmo già stappando una bottiglia di spumante…), poichè nonostante abbia ottenuto un risultato oltre ogni previsione, l’obiettivo principale non è stato raggiunto: invertire la linea politica di Angela Merkel e del CDU.

Die Linke si è presentata alle elezioni dopo un congresso molto duro, dove non è stato facile convergere verso una linea unitaria. Anche l’euro-deputata Simone Wisell  l’ha confermato qualche settimana fa nell’intervista che ci ha rilasciato.

Madame Zimmer ha espresso le proprie preoccupazioni verso il nuovo partito dell’estrema destra AfD, che, pur essendo rimasto poco sotto la soglia di sbarramento del 5%, dispone di molte risorse finanziarie e a detta della stessa presidente: “non sono degli stupidi”.  L’Alleanza per la Germania si è presentata alle elezioni con un programma che considera troppo morbido quello della Merkel e con slogan populistici del tipo: noi manteniamo i parassiti d’Europa, fuori i Paesi del sud Europa dall’UE. Non a caso l’AfT attinge allo stesso serbatoio di voti del NPD (l’estrema destra post-nazista).

Per quanto riguarda le conseguenze politiche di questa tornata elettorale, possiamo dire che il CDU non ha i voti per formare un governo monocolore. Pur avendo aumentato il numero dei propri elettori, la Merkel deve scontare la debacle del più fedele dei suoi alleati: l’FTP.

Il partito liberale, infatti, resta sotto la soglia di sbarramento con un debole 4.8%.

Ora si aprire la via per due possibili scenari: una Grosse Koalition  con i socialdemocratici dell’SPD e i Verdi oppure un blocco rosso-rosso-verde grazie a un’intesa tra Die Linke, SPD e Verdi.

L’SPD deve tenere conto del fatto che, dopo la pessima esperienza della Grosse Koalition del 2005-2009, la propria base è fortemente contraria a ripetere quel tipo di esperienza (probabile congresso in arrivo? non sembrerebbe un’ipotesi campata in aria).

Die Linke, dal canto suo, sa bene che sia l’SPD sia i Verdi la ritengono altamente inaffidabile.

A questo punto dell’incontro c’è stato un veloce scambio di battute tra un militante della Federazione della Sinistra e la presidente del GUE. Il nostro compagno ha avvisato la signora Zimmer di stare attenta a non fare la fine dei compagni italiani e lei ha replicato domandandosi dove fossimo finiti.

In un impeto di solidarietà internazionale nei confronti dei comunisti in Italia, la sala ha rivolto alla Zimmer domande, riserve e critiche sull’operato di Die Linke.

In particolare, sulla politica di esclusione operata da Die Linke nei confronti del Partito Comunista.

Il DKP,invece, auspica la presenza di Die Linke nel Bundestag come punto di appoggio nella battaglia contro l’Europa delle banche. Anche il resto dell’analisi fatta dal presidente del partito Patrik Köbele coincide con quanto affermato dalla Presidente di Die Linke Gaby Zimmer.

Ci si augura che prevalga una visione comune della situazione tedesca ed europea e si vadano a costruire forme di collaborazione e di lotta unitarie.

 Andrea Stratta

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