Ungheria. A migliaia in piazza a Budapest contro la tassa su internet | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Ungheria. A migliaia in piazza a Budapest contro la tassa su internet

Erano circa 10.000 i manifestanti che sono scesi in strada a #Budapest per dire “no” al disegno di legge del governo del premier Orban che vorrebbe istituire una tassa sull’uso di internet. 

 (AFP Photo)

Erano circa diecimila i manifestanti che hanno affollato il centro di Budapest per protestare contro il governo del premier Orban. Il pomo della discordia è la tassa sull’uso internet che è stata fissata dal governo ungherese, una tassa contro la quale migliaia di persone hanno deciso di protestare domenica lanciando anche un vero e proprio ultimatum all’esecutivo del premier Viktor Orban per cancellare il progetto di legge. Proprio ieri i manifestanti hanno ribadito di voler rimanere in piazza a oltranza, fin quando cioè il governo non deciderà di fare marcia indietro. Una tassa sull’uso di internet metterebbe a rischio il futuro sviluppo del web oltre a minare la libertà d’informazione” ha detto Zsolt Várady, uno degli animatori della protesta ad Euronews. Del resto l’opposizione in Ungheria ha più di un motivo di scendere in piazza contro il governo di Orban, considerato conservatore e di estrema destra. Proprio il governo di Orban ha proposto un abbassamento dell’imposta che inizialmente era stata fissata a 50 centesimo di euro a gigabyte. L’opposizione però non vuole sentir proprio parlare di tasse su internet, contestando il principio alla radice, e di conseguenza ha annunciato di voler continuare la mobilitazione a oltranza. Il piano iniziale proposto da Orban prevedeva di imporre  ai provider di internet di pagare ogni mese 700 fiorini ungheresi (pari a 2,27 euro) per ogni utente e 5mila fiorini (pari a 16,19 euro) per le aziende che usufruiscono del servizio. Dal momento che Orban controlla gran parte della stampa locale e delle televisioni, ecco che l’opposizione accusa il premier di voler mettere la mordacchia anche al web. Anche l’Ue ha comunque ammonito Budapest chiamando la tassa come “cattiva idea” e suggerendo che potrebbe ostacolare la crescita economica. Da parte sua il governo sostiene di voler utilizzare i proventi delle tasse per finanziare l’accesso a internet anche nelle zone rurali, ma in pochi ci credono.

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