Ungheria. Il 72% della popolazione dice che viveva meglio col socialismo realeTribuno del Popolo
mercoledì , 13 dicembre 2017
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Ungheria. Il 72% della popolazione dice che viveva meglio col socialismo reale

In Ungheria non la pensano come in Ucraina dove sognano l’adesione all’Ue. A Budapest circa il 72% della popolazione sostiene di aver vissuto in condizioni migliori con il socialismo reale. Lo sostiene una richiesta realizzata da Pew Research che smonta una serie di luoghi comuni dati per certi sul comunismo. 

A Kiev i media ci raccontano dei ragazzi che sono scesi in piazza per entrare in Europa e coltivare il proprio sogno europeo. Secondo una ricerca realizzata da Pew Research però ci sono altri paesi già in Europa dove i cittadini non sono così entusiasti dell’abbraccio europeo. Stiamo parlando dell’Ungheria, dove il 72% della popolazione secondo un sondaggio avrebbe affermato di aver vissuto meglio sotto il comunismo. In molti, soprattutto i più anziani, si lamentano del fatto che oggi si vada in pensione molto più tardi rispetto a prima. L’inchiesta era stata realizzata nel 2010 e affermava che la maggioranza degli ungheresi sarebbe quindi assolutamente certa che la situazione attuale della maggioranza della popolazione fosse peggiore oggi che sotto il comunismo. Non solo, circa il 94% degli intervistati avrebbe qualificato l’economia ungherese come “cattiva”, e negli ultimi quattro anni la situazione non sembra aver subito alcun mutamento. Il livello di vita degli ungheresi si sarebbe abbassato negli ultimi dieci anni, e anche il consumo familiare è sceso di molto, anche per questo i risultati del sondaggio sembrano credibili e attinenti alla situazione reale vissuta in Ungheria. Chiaramente i più giovani che non hanno conosciuto il comunismo sono tendenzialmente più soddisfatti della loro vita attuale. L’Ungheria attualmente vive un compromesso facendo parte dell’Unione Europea ma rimanendo fuori dall’Eurozona e mantenendo i prezzi in fiorini. Al momento il governo della destra di Viktor Orban non contempla l’adozione dell’euro nè a breve nè a medio termine. Questi dati comunque dovrebbero dar da pensare soprattutto a quei paesi come l’Ucraina che vorrebbero entrare a tutti i costi nell’Ue pensando che ciò garantisca loro in automatico il benessere. Niente di più sbagliato.

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