Ungheria. Il Golpe bianco diventa realtà | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 13 dicembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Ungheria. Il Golpe bianco diventa realtà

Può cantare vittoria il Primo ministro ungherese Viktor Orban dopo che gli emendamenti alla Costituzione proposti dal suo partito di centro-destra, il Fidesz, sono stati approvati in Parlamento con una larga maggioranza.  Si tratta di una marea nera che monta proprio nel cuore dell’Europa. 

budapest-contro-viktator-L-TUyHyB

Nelle scorse ore il parlamento ungherese ha approvato gli emendamenti della Costituzione che sono stati proposti da Fidesz, il partito di destra del premier Viktor Orban. Gli emendamenti sono stati approvati con una maggioranza schiacciante, ben 265 voti a favore, 11 contrari e solo 33 astenuti. I socialisti peraltro, che sono il principale partito dell’opposizione, hanno abbandonato l’aula in segno di protesta, una sorta di “Aventino” magiaro volto a sottolineare come le loro richieste di rinviare la seduta siano state bellamente ignorate. Gli emendamenti approvati tendono a minare le libertà civili e i poteri della Corte Costituzionale, motivo per cui sono stati ampiamente criticati dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti e dagli stessi ungheresi, che dallo scorso fine settimana manifestano senza sosta in piazza e davanti al parlamento. La prima modifica è quella della Corte Costituzionale, di fatto esautorata di ogni potere e quindi incapace di pronunciarsi sulle modifiche apportate in parlamento alla Costituzione. Inoltre tutte le sentenze emesse prima dell’1 gennaio 2012 verranno annullate, anche se gli effetti prodotti restano immutabili. Novità anche per i diritti civili, con la norma che criminalizza i senza tetto, impedendo loro di dormire nei luoghi pubblici pena multa o arresto. Cambiamenti significativi riguardano anche gli studenti, che dieci anni dopo la laurea, se hanno beneficiato di borse di studio, non potranno lasciare il Paese per lavorare all’estero a meno di non restituire tutti i soldi allo Stato. Infine, la campagna elettorale nazionale e quella per il Parlamento europeo dovranno svolgersi secondo il criterio della par condicio solamente sui canali pubblici. Manco a dirlo l’unica famiglia riconosciuta dal governo è quella fondata sul matrimonio uomo-donna, e anche la libertà di espressione potrà essere limitata in nome della difesa nazionale. L’involuzione autoritaria ha investito comunque la materia religiosa, dove verranno riconosciute solamente alcune confessioni. Infine un’altra misura vergognosa: il  partito comunista e chi vi appartenne diventa un’ “organizzazione criminale”. Tutti hanno reagito a questa involuzione invitando Budapest alla democrazia e al rispetto dello stato di diritto, ma il premier Orban non ha alcuna intenzione di tornare indietro, ancor più che nessuno ha fatto alcuna pressione per fermarlo.

Peter Hacke, professore di diritto costituzionale all’Università Elte, ha spiegato al New York Times che il punto più pericoloso delle modifiche votate è quello che elimina il controllo della costituzionalità delle leggi.  Il Presidente della Repubblica Janos Ader, lunedì in visita di stato a Berlino, ha preferito non commentare, ma dalle pagine del quotidiano Nepszabadsag, l’ex Presidente della Repubblica Laszlo Solyom gli ha chiesto di non firmare quegli emendamenti “in nome della costituzionalità”. Tutto lascia presumere però che lo farà. Orban intanto gongola, eletto nel 2010, in meno di tre anni è riuscito a cestinare la Costituzione del 1989: “Quella Costituzione fu scritta dopo la caduta del Muro di Berlino e aveva carattere transitorio”. Insomma un vero e proprio golpe bianco nel bel mezzo dell’Europa, e a parte dei miti inviti a rispettare la democrazia, nessuno sembra voler fare nulla per salvare la democrazia ungherese. La speranza è che quello di Orban e del suo partito rimanga un evento circoscritto, e che non venga imitato da altri paesi dell’Ue.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top