Ungheria. Incubi che ritornano: profughi ammassati nei vagoni chiusiTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Ungheria. Incubi che ritornano: profughi ammassati nei vagoni chiusi

Brutte notizie dall’Ungheria dove il governo di Orban, lo stesso che sta costruendo un muro al confine con la Serbia anti-immigrati, ha fatto trasportare i profughi arrivati nel sud del Paese in vagoni chiusi, ammassati come capi bestiame. Gli immigrati secondo il quotidiano  ”Nepszabadsag” sarebbero stati alloggiati nei vagoni per le biciclette. Spettri che ritornano nel cuore dell’Europa e che in troppi si erano illuso di non rivedere mai più.

La notizia che arriva dall’Ungheria lascia perplessi eppure è comparsa su tutti i principali quotidiani, dal Corriere della Sera fino a “Il Giornale”. Secondo il quotidiano ungherese “Nepszabadsag” sembra che le ferrovie ungheresi abbiano trasportato i profughi arrivati nel sud del Paese in vagoni chiusi destinati alle bicilette. “Questo vagone viaggia con le porte chiuse“, era questo quello che si leggeva sui vagoni del convoglio diretto a Budapest, e come prevedibile tale notizia ha destato scalpore e proteste nell’opinione pubblica, con alcuni media ungheresi che hanno urlato allo scandalo. Secondo le prime ricostruzioni sembra che al convoglio sia stato aggiunto un vagone pieno di immigrati, tra cui anche molte donne e bambini. Si trattava quasi esclusivamente di siriani, quindi di persone fuggite da casa loro per evitare di finire nelle grinfie dello Stato Islamico o sotto le bombe degli scontri a fuoco. Eppure le autorità ungheresi li hanno ammassati come capi bestiame in un vagone a porte chiuse, questo per evitare che, dato che si tratta di extracomunitari, potessero fuggire dal treno. E ora l’Unione Europea finge di essere sgomenta nei confronti di Orban, quando in realtà l’atteggiamento delle istituzioni europee nei confronti dei migranti è talmente carente da lasciare interdetti. Il vice premier magiaro, Janos Lazar, del resto, si è detto orgoglioso del fatto che l’Ungheria non abbia accolto alcun immigrato: “Questa gente avrebbe dovuto essere fermata e registrata già in Grecia perché sono entrati in Europa da lì . Da quel che mi risulta, nei Balcani non c’è attualmente alcuna guerra. Hanno pagato dei trafficanti, in Serbia, e vengono trasportati a bordo di autobus fino al confine ungherese. Costruiamo una barriera proprio per farla finita con tutto questo”. Peccato che vedendo i vagoni carichi di “clandestini” con il cartello “viaggia con porte chiuse” in tanti hanno rivisto quegli stessi vagoni blindati che nel 1944 deportarono ebrei, comunisti, zingari, omosessuali e persone sgradite nei campi di concentramento. Sarebbe infatti un errore definire tout court l’Ungheria un paese razzista dato che la società civile ha aspramente criticato Orban e ha cercato di aiutare gli immigrati. Ad esempio Migration Aid, una organizzazione umanitaria della società civile, ha organizzato un sit-in nelle stazioni ferroviarie di Pecs e Szeged, vicino al confine sud, distribuendo acqua, panini e carte geografiche agli immigrati. Spesso arrivano persone con reali bisogni quindi Migration Aid prova anche a imbastire una embrionale assistenza sanitaria con cittadini che hanno persino ospitato alcuni migranti.

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