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lunedì , 23 gennaio 2017
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Unione Europea adios?

Unione Europea adios?

Dopo l’ultimo vertice franco-tedesco avvenuto nelle scorse ore a Parigi, c’è stato un nuovo faccia a faccia tra Hollande e la Merkel. Il rischio è sempre più quello di una dissoluzione dell’Unione Europea, che però non danneggerebbe la Germania.  

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L’Unione Europea non è di certo un monolite, al suo interno si registrano sempre più frizioni e posizioni differenti, l’ultima è quella consumatasi tra Parigi e Berlino dopo l’incontro delle scorse ore tra la Merkel e Hollande. E alla vigilia dell’incontro proprio Hollande aveva attaccato in modo netto il il super-patto di stabilità entrato in vigore da pochi mesi: “Bruxelles non può dirci che cosa dobbiamo fare se non sul riequilibrio dei conti pubblici. Sulle riforme strutturali, in particolare sulle pensioni, spetta solo a noi decidere“. Queste parole non potevano che scatenare il fastidio tedesco anche perchè hanno sottolineato un mal di pancia della Francia nei confronti di specifiche indicazioni scaturite dall’Eurozona. Berlino, come prevedibile, ha subito suonato l’allarme: “È preoccupante che un grande Paese come la Francia sostenga di poter fare quel che vuole senza rispettare gli impegni presi”. La realtà è che queste regole e questa Europa convengono sempre di più al Nord Europa che al Sud Europa, e si sta creando una vera e propria divisione di faglia tra le due realtà all’interno della Ue. Una divaricazione di interessi che avvicina sempre di più Parigi a Roma, Atene e Madrid, allontanandola dall’Europa del Nord con la Germania che sta invece mostrando di avere le idee chiarissime. Berlino sta scegliendo partner regionali in modo da fare da apripista nei diversi mercati regionali, ad esempio cerca di investire in Turchia per accedere a  Iraq, Iran, Pakistan, Afghanistan e parte del Medio Oriente; ma anche la Spagna per l’America Latina, e l’Italia per l’Africa orientale. Insomma la Germania progetta da un lato di mondializzare il suo sviluppo mettendosi al passo con i nuovi tempi, ma anche di costruire un’alternativa all’Europa con la delocalizzazione dei suoi interessi economici e strategici. Insomma con la nave Europa che prende acqua, i tedeschi stanno già cominciando a mettere in mano le scialuppe, e nel mentre cercano di far andare avanti la navigazione secondo i propri interessi. Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Spagna e Irlanda dovranno svegliarsi presto se non vogliono essere spazzate via dalla realpolitik germanica.

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