Unione Europea e distruzione della sovranità nazionaleTribuno del Popolo
mercoledì , 23 agosto 2017
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Unione Europea e distruzione della sovranità nazionale

Il rafforzamento dell’Unione Economica e Monetaria (UEM) e dell’euro può solamente rappresentare fonte di nuove e più gravi manifestazioni di crisi e l’approfondimento delle disuguaglianze tra paesi e tra settori sociali.

E’ invocando la stabilità dell’euro, dell’UEM e del suo futuro che le troike nazionale e straniera cercano di imporre il patto di aggressione, con tutte le gravissime conseguenze che ne derivano per il presente e il futuro del nostro popolo e del nostro Paese. Rafforzare l’UEM e l’euro implica accentuare la deriva autoritaria e contro la sovranità nazionale nell’UE, imponendo maggiore sfruttamento e dipendenza, negando diritti sociali, democratici e nazionali e il diritto a uno sviluppo economico e sociale a favore dei lavoratori e dei popoli. Rafforzare l’UEM e l’euro implica conservare i trattati e i diversi meccanismi alla base delle relazioni di dominio di matrice neocoloniale stabilite tra il direttorio delle grandi potenze e paesi come il Portogallo, i cui sistemi politici stanno per essere sacrificati rapidamente a vantaggio della concentrazione e della centralizzazione del capitale nei grandi monopoli e nelle grandi potenze dell’UE.

La distruzione della sovranità è così l’asse centrale dell’offensiva nell’UE. Sul piano della democrazia politica, essa si traduce nell’approfondimento del federalismo e nell’accentuata subordinazione dei popoli rispetto a un potere sempre più distante dall’intervento, dalla critica, dalla partecipazione e dal controllo popolari, il che rende tale pratica sempre più antidemocratica. I difensori del cosiddetto “rafforzamento” dell’UEM e dell’euro presentano il “rafforzamento” dei poteri del Parlamento Europeo (PE) come elemento di legittimazione politica. Niente di più falso. Il rafforzamento dei poteri del Parlamento Europeo – così come delle altre istituzioni dell’UE – è stato ed è associato a gravi limitazioni delle sovranità nazionali, allontanando i centri di decisione dai ceti popolari. Il rafforzamento della partecipazione del Parlamento Europeo nelle decisioni sull’UEM e sull’euro non si tradurrà in una maggiore democraticità nel suo funzionamento e neppure nell’assunzione di decisioni che difendano e rispettino i diritti e le aspirazioni dei lavoratori e dei popoli – il che si constata negli orientamenti difesi in relazione al rafforzamento dell’UEM e dell’euro.

I trattati e le direttive dell’UE non corrispondono a nessuna delle rivendicazioni e aspirazioni dei popoli. E quasi sempre quando sono stati chiamati ad esprimere la loro volontà su trattati e pure sull’UEM e l’euro, i popoli hanno detto No. L’UE non corrisponde all’evoluzione del processo di emancipazione dei popoli di Europa. Al contrario. Il desiderio di indipendenza nazionale è ed è stato una forza esplosiva contro la dominazione coloniale e l’imperialismo. Ci troviamo di fronte ad un processo che attenta alla sovranità e ai diritti dei lavoratori e dei popoli, al processo storico liberatore della loro lotta, alla loro cultura e alla loro identità.

Nel contesto in cui la disintegrazione e la ricomposizione dell’UEM – e della stessa UE – è una possibilità reale, accentuare la distruzione della sovranità nazionale e coinvolgere sempre di più il Paese in questo processo, come il Governo, il Partito Socialista e il Presidente della Repubblica intendono fare, non preparando il Paese a tale possibilità e non dando la parola al popolo perché si pronunci, è un atto politicamente criminale, di totale abdicazione nazionale che colloca costoro al margine di qualsiasi legittimità costituzionale e politica.

Innalzare la bandiera della sovranità e dell’indipendenza del nostro Paese e del nostro popolo e lottare per una politica patriottica e di sinistra ritorna ad essere, come nel passato, un dovere dei comunisti, dei patrioti e di tutti i democratici. E’ più che mai necessario appoggiare e ampliare il movimento di opinione, chiarificazione e lotta per accumulare e mobilitare forze per rotture politiche democratiche nel nostro Paese e spezzare i vincoli di dipendenza esistenti nella e con l’UE. E’ necessario aprire la strada a un’altra Europa di stati sovrani ed eguali, un’Europa di pace, libertà e giustizia sociale.

di Mauricio Miguel,“Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese
Traduzione di Marx21.it 

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